Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Tap contro il silenzio della politica: “Gasdotto vittima della campagna elettorale”

Il consorzio precisa di aver deciso di propria iniziativa di annullare la sponsorizzazione di "Birra e Sound" per non compromettere la riuscita dell'evento di Leverano. E denuncia gli attacchi di stampo squadrista sul fronte delle comunicazione

Giampaolo Russo, country manager di Tap.

LECCE –  Il ritiro della sponsorizzazione dell’evento “Birra & Sound” è stato deciso da Tap e non dagli organizzatori. La precisazione arriva con una nota stampa del consorzio che chiarisce come il passo indietro sia stato determinato dall’esigenza di “evitare che le polemiche sviluppatesi e le prese di posizione di alcuni artisti che dovrebbero partecipare alla manifestazione mettessero a rischio l'evento stesso”. Il riferimento è naturalmente a Roy Paci, il trombettista e compositore che aveva nei giorni scorsi dichiarato la propria indisponibilità ad esibirsi in una manifestazione sostenuta economicamente dai promotori del gasdotto che dovrebbe portare sulle coste del Salento il gas dei giacimenti dell’Azerbaijan.

Tap precisa quindi di aver preferito sacrificare il logo, e quindi l’obiettivo dell’accordo, per non compromettere la festa in programma dal 29 al 4 luglio a Leverano. Un appuntamento che da un decennio a questa parte richiama migliaia di persone tra degustazioni di birra ed eventi musicali: “Tap lo ha fatto di sua intenzione proprio per il bene del festival e con grande rammarico, perché il contributo non solo era uno dei più sostanziosi di quelli stanziati per il programma di sponsorizzazioni estive, ma prevedeva anche  un servizio di bus navetta gratuito da Lecce a Leverano, per permettere di raggiungere in sicurezza l’evento promuovendo il divertimento responsabile”.

Chiarito questo aspetto, il comunicato del consorzio punta l’indice contro il clima di forte condizionamento che avrebbe determinato una sorta di criminalizzazione degli eventi inclusi nel programma di sponsorizzazioni illustrato da Tap nel corso di una conferenza stampa tenuta martedì scorso nella sede di via Templari, a Lecce: “Contro i responsabili che avevano accettato o perfino, in molti casi, richiesto, la sponsorizzazione di Tap, si è scatenato un vero e proprio assalto squadristico, che ha creato un clima di tensione e violenza incompatibile con lo spirito con cui l’azienda aveva pensato di sostenere il territorio negli eventi estivi”

Come questo sia potuto accadere, Tap lo ha ben chiaro: “Questa triste pagina, forse mai riservata a nessuna altra azienda, è stata scritta anche e soprattutto grazie al silenzio di coloro che sanno benissimo che il gasdotto è un progetto strategico e che per definizione, visto che l’Italia e il Salento sono già percorsi da migliaia di chilometri di gasdotti, non ha alcun impatto devastante sull’ambiente né in mare né a terra e non produrrà alcun danno alla vocazione turistica del territorio”.

Secondo il consorzio “il progetto è diventato un mero argomento di campagna elettorale, su cui ognuno esprime il proprio parere al di là dei contenuti tecnici, rimproverando magari a Tap di sostenere feste invece che falesie, dimenticando però che già da più di un anno l’azienda ha messo a disposizione 5 milioni di euro per la lotta contro l'erosione”. Un’offerta – tecnicamente definita compensazione - , in quel caso avanzata all’amministrazione comunale di Melendugno, che però è stata interpretata come un tentativo di acquisizione del consenso e quindi rifiutata con sdegno dal sindaco Marco Potì, accesso oppositore del progetto di gasdotto.

Ma, a parte le schermaglie e i passaggi a vuoto dal punto di vista comunicativo – molto indicativo in questo senso è stata la nota con la quale il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha invitato il comitato della festa patronale a non sottoscrivere alcun accordo con Tap, allo scopo di preservare la festa dei leccesi dalle polemiche – il vero punto di svolta della vicenda risiede nella decisione ministeriale attesa entro la fine dell’estate. E’ chiaro che il fronte promozionale è solo quello più visibile alla pubblica opinione, ma il centro della battaglia è ora più che mai sul piano politico e diplomatico. I soggetti coinvolti – a partire dall’Unione Europea per arrivare ai grandi azionisti del consorzio, senza dimenticare l’opposizione della Russia al progetto Tap - giocano su dimensioni transnazionali e le cifre in ballo sono anche difficilmente ipotizzabili. Non più di una settimana addietro si è conclusa la visita ufficiale a Roma del presidente azero Ilham Aliyev.

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