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Tap: parere positivo, Renzi pronto a volare a Baku. Il comitato non si arrende

Questa mattina, infatti, è arrivato il placet della Commissione tecnica Via del ministero dell'Ambiente al gasdotto progettato e promosso dalla Trans Adriatic Pipeline, che dovrà portare il gas direttamente in Italia, partendo dall’Azerbaigian e passando da Grecia e Albania

ROMA – Il Governo la ritiene un’opera strategica per ottenere il gas naturale in modo diretto. Tutto questo, con un investimento privato a cifre da capogiro. Gli ambientalisti sono contrari soprattutto al luogo dell’approdo, nel Salento. Una vicenda che divide gli animi, ma che ora sembrerebbe (condizionale sempre d’obbligo) in dirittura d’arrivo.

Questa mattina, infatti, è arrivato il placet della Commissione tecnica Via del ministero dell'Ambiente al gasdotto progettato e promosso dalla Trans Adriatic Pipeline, che dovrà portare il gas direttamente in Italia, partendo dall’Azerbaigian e passando da Grecia e Albania, prima di toccare le coste del Belpaese.

Il ministro dell’Ambiente, Luca Galletti, ha spiegato che non esistono più ostacoli, dopo anni di stop, sarà lui ad apporre la firma al decreto per la fase di competenza del ministero dello Sviluppo economico, che porterà al rilascio dell'autorizzazione unica, preliminare all'inizio lavori, secondo quanto illustra una nota dell’agenzia Agi. Il premier Matteo Renzi, dal canto suo, ha annunciato in conferenza stampa che il prossimo 20 settembre si recherà nella capitale azera, Baku, “per il via libera”.

Si tratta di un’opera che dovrebbe garantire l’approvvigionamento di 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno, con volumi che potrebbero anche raddoppiare. Il problema è sorto in provincia di Lecce, quando si è individuata località San Basilio come zona per l’approdo del terminale. La spiaggia si trova nella zona di San Foca, marina di Melendugno. La vicenda ha spaccato e imbarazzato la politica locale, con prese di posizione non sempre nette e chiare e, a volte, diametralmente opposte persino negli stessi schieramenti.

Ad ogni modo, a gennaio la Regione Puglia aveva dato per la seconda volta parere negativo, pur non essendo vincolante. Alla base, l’idea che sia prevalente la difesa del territorio, in un’area a forte vocazione turistica, temendo soprattutto uno sfregio del paesaggio. Fatti che Tap ha sempre cercato di smentire, sminuendo l’impatto che avrà il terminale sull’area.

Il comitato No Tap non si arrende nemmeno di fronte alle parole di Renzi. “il buon senso richiede di aspettare il documento ufficiale per leggere le motivazioni che hanno portato, stando ai giornali, a un sì “tecnico” con prescrizioni”, recita in una nota. “La battaglia contro la Tap è ancora aperta – assicura il comitato -, in quanto ora al parere tecnico seguirà il passaggio politico, in cui i ministri dell’Ambiente e
dei Beni culturali dovranno firmare il decreto interministeriale di compatibilità ambientale”. 

“Poi – aggiunge il comitato -, ancora più importante, ci sarà il passaggio finale dell’autorizzazione unica che rilascia il ministero dello Sviluppo economico, in cui la Regione Puglia potrà negare l’intesa autorizzativa col ministero, esercitando le sue prerogative, previste dall’articolo 52 quinquies del Dpr numero 327 del 2001”.

Tutto ciò non solleva dal “rammarico”, per quanto fatto finora da associazioni e singoli, che hanno prodotto loro osservazioni a Regione e ministero per motivare il proprio diniego.  “Questo largo movimento di opinione ha portato trenta comuni salentini a deliberare la propria contrarietà al progetto”, ricordano, così come per due volte la Regione. 

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