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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Politica Melendugno

Tap presenta lo studio di impatto ambientale e sociale in Italia

La Trans Adriatic Pipeline ha ufficialmente consegnato al Ministero dell'Ambiente italiano, l’Esia, lo studio che analizza gli impatti positivi e negativi della realizzazione di un gasdotto sul territorio comunale di Melendugno

MELENDUGNO – È stato presentato ufficialmente al Ministero dell’Ambiente italiano l’Esia, il documento che descrive l’impatto ambientale e sociale del gasdotto, che dovrà essere realizzato in Italia dalla Trans Adriatic Pipeline: il Tap ha lo scopo di fornire un sicuro approvvigionamento di gas naturale dal giacimento di Shah Deniz in Azerbaijan verso l’Europa occidentale, attraverso la Grecia, l’Albania e il Mar Adriatico fino in Puglia.

Il documento descrive la configurazione più aggiornata del gasdotto in Italia, analizzandone i potenziali impatti sull’ambiente e proponendo misure per mitigare gli effetti negativi a vantaggio di quelli positivi. Il progetto Tap in Italia sarà costituito da una condotta lunga circa 5 km sulla terraferma (interrata) e circa 45 km in mare sino a un terminale di ricezione (PRT) in provincia di Lecce. L’infrastruttura avrà una capacità di 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno e tale capacità potrebbe essere aumentata fino a 20 miliardi di metri cubi all’anno.

L’approdo del gasdotto è attualmente proposto sulla costa tra San Foca e Torre Specchia Ruggeri, nel territorio comunale di Melendugno e sarà realizzato ricorrendo alla tecnologia di micro tunnel. Questo consentirà al gasdotto di passare sotto la “posidonia oceanica” (habitat protetto) presente nell’area e, sotto la linea di costa per evitare qualsiasi impatto visivo sulle spiagge e sulle scogliere. Il gasdotto si collegherà alla rete nazionale di Snam Rete Gas.

L’attuale tracciato del Trans Adriatic Pipeline, con approdo nei pressi di Lecce, è stato identificato dopo tre anni di intensi lavori sul campo in Italia. Un gruppo di esperti, tecnici ed ingegneri hanno analizzato numerose alternative e selezionato questa rotta, che evita di attraversare aree sensibili dal punto di vista ambientale e minimizza i potenziali impatti negativi dal punto di vista sociale ed economico.

Le misure di mitigazione saranno adottate per prevenire gli impatti sull’ambiente costiero. La pianificazione delle attività di costruzione offshore nei mesi invernali consentirà di minimizzare le interazioni con le attività turistiche e con il periodo di riproduzione delle tartarughe marine. Tap è in contatto continuo con le organizzazioni non governative per assicurare il minimo impatto sia sulle aree che sulle specie coinvolte.

L’Esia è stato preparato nel rispetto della legislazione italiana e in linea con le pratiche ambientali e sociali della European Bank for Reconstruction and Development (Ebrd). Durante la fase di selezione delle alternative del tracciato del gasdotto, Tap ha consultato le comunità locali, gli enti amministrativi e altre parti interessate per raccogliere commenti e rispondere a eventuali preoccupazioni. Questo dialogo è ancora in corso.

Paolo Pasteris, country manager di Tap per l’Italia, sottolinea che il dialogo con le autorità regolatorie e le organizzazioni non governative, iniziato nel gennaio 2011, continuerà, così come quello con la comunità locale, a cui rivolge un ringraziamento per “il valido contributo dato sino ad ora e per i commenti forniti”. Tap organizzerà altri incontri pubblici per “sincerarsi che tutti gli interrogativi posti fino ad ora abbiano avuto una risposta e per trovare soluzioni alle questioni sollevate”.

Martin Ferguson, responsabile Tap per ambiente, salute e sicurezza, aggiunge: “La consegna dell’Esia alle autorità italiane è un passo importante nella realizzazione del progetto di Tap. Abbiamo utilizzato un gruppo di esperti italiani e stranieri per effettuare una valutazione completa dei potenziali impatti ambientali e sociali e al fine di individuare i passi necessari per minimizzare o eliminare i potenziali impatti negativi”.

“Attendiamo con piacere – spiega - il momento per discutere ulteriormente con le comunità locali e con gli esperti, al fine di mantenere i più alti standard per la realizzazione di questo progetto.  Sono fiducioso che Tap otterrà le autorizzazioni necessarie secondo i tempi previsti e permetterà il primo trasporto di gas dai giacimenti di Shah Deniz II nel 2017/2018".

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