Le garanzie di Tap: nessun cantiere del gasdotto durante l’estate

Dopo il via libera del consorzio Shah Deniz, prove di dialogo: i responsabili del progetto si impegnano ad investire sul territorio non solo contro l'erosione costiera e a tutelare le attività di pesca nelle acque delle marine di Melendugno

La spiaggia di San Foca, marina di Melendugno.

LECCE –  I responsabili del progetto Trans Adriatic Pipeline rinnovano la sua disponibilità al dialogo con le istituzioni locali e le comunità, all’investimento di cinque milioni di euro per arginare l’erosione costiera o per linee d’intervento individuate come prioritarie per la salvaguardia ambientale e si impegnano a realizzare il tratto del gasdotto che interessa le acque e i territori del Salento fuori dalla stagione estiva e a tutelare l’attività di pesca.

Gli azionisti della grande opera – la società svizzera Axpo, la norvegese Statoil e la tedesca Eon – per bocca del country manager per l’Italia, Giampaolo Russo, intendono dunque rassicurare gli interlocutori, politici e non, sulla bontà delle loro intenzioni quanto a trasparenza e propensione all’ascolto. La scelta ufficiale del consorzio azero Shah Deniz, che controllo l’omonimo immenso giacimento di gas naturale nel mar Caspio, ha impresso un definitivo salto di qualità al confronto tra le parti, per come si è sviluppato fino ad oggi, chiamando ciascuno alle proprie responsabilità: dalle multinazionali coinvolte al governo italiano, dalla Regione Puglia all’ultimo attivista interessato alla questione.

La linea su cui si sta attestando la joint venture è chiara ed è confermata dalle parole di Russo: “Tap presenterà la versione finale del progetto a settembre alle autorità competenti. Le sedi istituzionali previste dalla legge saranno il luogo deputato al confronto su tutti i temi: in particolare sicurezza, ambiente, tutela del paesaggio, impatto sociale ed economico per offrire tutte le garanzie necessarie”. Il che è come dire che, trattandosi di un’opera di interesse strategico nazionale, non potrà essere fermata da un livello inferiore a quello governativo.

“Siamo perfettamente consapevoli che la scelta del Consorzio di Shah Deniz a favore di Tap comporti per noi una grande responsabilità nei confronti del territorio e della comunità salentina e pugliese – ha aggiunto Russo, per questo intendiamo esercitare appieno questo ruolo e tramite un costante dialogo realizzare un progetto caratterizzato da un elevato livello di sostenibilità ambientale, nella massima trasparenza”.  Tap ribadisce anche di non essersi mai sottratta al dialogo finalizzato a raccogliere le osservazioni delle comunità e delle istituzioni,  a livello regionale, provinciale e comunale.

Ma, un conto sono i pareri e i suggerimenti, un altro le decisioni e le sedi dove queste vengono prese. D’altro canto, proprio nelle scorse ore, la Regione ha nominato l’assessore Guglielmo Minervini referente di tutte le attività che riguardano il gasdotto e ha assicurato che nessuna volontà prevarrà su quella delle comunità.  

Ci sono poi due altri aspetti che Tap intende sottolineare: il primo riguarda l’approdo del gasdotto che sarebbe solo e soltanto quello già individuato nel comune di Melendugno (San Foca). Il secondo, quello sulla sicurezza: “L’Italia è attraversata già da altri gasdotti, anche sulle coste, per esempio nelle spiagge romagnole e marchigiane: non solo il turismo non ne ha per nulla risentito, ma la presenza del gasdotto non è nemmeno avvertita né dalle comunità locali, né dagli operatori turistici né da chi si reca in queste località in villeggiatura”.

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Venerdì prossimo e, ancora, il successivo, presso la Provincia di Lecce si discuterà del progetto, prima in commissione Ambiente e poi in consiglio. Mario Pendinelli, dell’Udc ha inviato una lettera al presidente della Regione Puglia, al presidente della Provincia e ai sindaci di Melendugno, Vernole e Brindisi per sollecitare le istituzioni a non lasciarsi relegare in una posizione di subalternità e per lanciare l’idea di “spegnere” Cerano qualora il gasdotto si dovesse realizzare.

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