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Tap soddisfatta per l'adesione al bando: "Ricevuti oltre trenta progetti"

La multinazionale, per la seconda edizione di Tap Start, ha messo a disposizione delle associazioni selezionate fino a 50mila euro ciascuna

Michele Elia, country manager di Tap.

LECCE – Sono oltre 30, un quarto dei quali provenienti dalla zona di Melendugno, il progetti presentati in adesione al secondo bando Tap Start, promosso dalla multinazionale che intende costruire il gasdotto tra Albania e Italia con approdo a San Foca, nonostante l’amministrazione comunale e una parte dell’opinione pubblica siano apertamente contrarie.

Rispetto alla prima edizione, quella del 2016, le manifestazioni di interesse sono triplicate a fronte di un budget raddoppiato. Sono disponibili 400mila euro in totale, per massimo 50mila euro per ciascun progetto: sarà una commissione esterna a valutare le proposte in ambito di sviluppo economico locale, qualità della vita, sviluppo delle competenze, tutela dell’ambiente. Rispetto all’anno scorso sono stati inclusi i progetti di ambito sportivo e la platea di riferimento è stata estesa a tutta la provincia di Lecce, anche se in fase di selezione, precisa Tap, sarà accordata preferenza a quelli che interessano l’area di Melendugno nel cui territorio è previsto non solo l’approdo ma anche il terminale di ricezione.

“Questa significativa partecipazione – ha dichiarato Michele Elia, country manager di Tap per l’Italia – e ancora di più il fatto che il 25 per cento delle domande provenga dall’area di Melendugno e dintorni dimostrano che il gradimento nei confronti del progetto è forte anche a livello locale. Tap non si accontenta di essere un attore fondamentale della diversificazione energetica dell’Italia, e delle politiche di decarbonizzazione della Puglia ma vuole collaborare in modo concreto e duraturo con chi vive insieme a noi in questo territorio, perché sia protagonista dello sviluppo locale, aiutando a realizzare le idee migliori”.

La prima edizione di Tap Start è stata accompagnata da vivaci polemiche perché il fronte No Tap ha giudicato l'iniziativa come tentativo improprio di acquisizione del consenso rispetto ad un'opera apertamente contestata - come dimostra la mobilitazione dei mesi scorsi intorno alle operazioni di espianto nell'area di cantiere di San Basilio - e lo stesso era accaduto per alcune sponsorizzazioni di eventi dell'estate salentina.  

Proprio in relazione a questo bando un'associazione di Calimera ha segnalato al Centro Servizi Volontariato di essere stata avvicinata da un personaggio del posto che si è presentato come una sorta di "facilitatore" per l'accesso ai fondi: l'episodio ha naturalmente sollevato una serie di interrogativi e critiche e l'azienda, sollecitata a prendere posizione, ha prima dichiarato la sua totale estraneità e poi ha presentato denuncia in questura perché venisse fatta chiarezza su quanto riportato.

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