Giovedì, 17 Giugno 2021
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Balzello sui bus e turismo sociale: "Lecce rischia di svuotarsi"

Incontro degli operatori turistici e culturali che si oppongono alla tassa sui bus turistici. Dal dibattito scenari preoccupanti per il 2012: "Valle d'Itria e il barocco ionico preferite a Lecce"

La chiesa dei Santi Niccolò

LECCE - La proposta è sul tavolo: dimezzamento del "balzello" sui bus turistici che, ad oggi, sono obbligati al pagamento di 100 euro per l'accesso al terminal del Foro Boario. Salvo poi ottenere un permesso provvisorio che consente ai mezzi di attraversare la città per lasciare i viaggiatori presso le strutture alberghiere. Un'eccezione, in realtà piuttosto sistematica, che neutralizza uno degli obiettivi che sono alla base del ticket: il miglioramento della qualità dell'aria nel perimetro urbano. L'amministrazione comunale ha giustificato questo permesso di transito con la necessità di agevolare i turisti che, altrimenti, sarebbero costretti, armi e bagagli, ad un trasbordo dal bus turistico a quello di linea o alla navetta (da prenotare in anticipo).

Ma il tema affrontato oggi dagli operatori di settore che si sono autoconvocati presso il Patria Hotel è stato più ampio, interessando tutti i profili interessati dalla vicenda, a partire dall'indotto per finire ai possibili scenari del prossimo futuro. Partendo dal fatto che in altre città l'importo è minore o comunque legato a particolari servizi dedicati: a Verona il costo è 30 euro e il ticket dà diritto di entrare nella "Ztl bus" che prevede cinque punti di carico e scarico. A Siena, in alta stagione, si arriva a pagare 110 euro al giorno ma il check point e la sosta diventano gratuiti per chi prenota in uno dei musei comunali un determinato numero di ingressi. A Pisa, dove il terminal è a 500 metri da Piazza dei miracoli, è previsto uno sconto del 50 per cento sulla tariffa di 154 euro (per i bus più grandi) per gruppi scolastici, comitive che prenotano una visita ai musei cittadini o che pernottano negli alberghi del territorio comunale e una riduzione del 20 per cento gruppi che prenzano nei ristoranti del territorio.

A Lecce è stato recentemente disposto un solo accorgimento ed ha portato i suoi frutti: il pagamento ridotto sensibilmente per i bus legati alla Fiera di Santa Lucia, ha portato alla sosta di 80 mezzi domenica scorsa e di circa 60 quella precedente. Anche se, precisano le guide, sono venuti fuori i problemi legati ad un'organizzazione che giudicano approssimativa e che avrebbe lasciato perplessi molti dei visitatori. Un'altra eccezione esiste, ed è quella riguardante eventi politici e sportivi comunque riguardanti l'amministrazione comunale. Ma il nodo della questione è sull'ordinaria gestione di quello che viene definito il turismo sociale, popolare, quello delle regioni o delle province limitrofe. 

Di questo e di molto altro hanno discusso Paolo Pedio, Giuliano Rizzo, Luigi Nanni, Daniela Bacca ed altri: tutti impegnati, a vario titolo, nell'offerta turistica di una città che - dicono - continua a non sfruttare tutto il suo potenziale. Improbabili orari di accesso ad alcune chiese del centro, chiusura di altre, il totale oblio su siti di straordinario interesse come la chiesa di Sant'Oronzo fuori le mura - nota ai leccesi come la "Capu de Santu Ronzu" -, la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo nel complesso cimiteriale (in foto).  Chiedono un'interlocuzione con l'assessore Giuseppe Ripa, richiesta formalmente il 14 ottobre scorso con 60 firme in calce. 

"Il pagamento di un corrispettivo per essere equo - hanno detto gli operatori - va commisurato per fasce orarie, al tempo di effettiva presenza dei bus escludendo il pagamento a priori di 100 euro più iva. La tassa va totalmente eliminata per i bus turistici dei gruppi che pernottano negli hotel di Lecce, che dovrebbero essere incentivati e non puniti".

"Possibile - si chiedono - che i nostri amministratori non intendano che il turista è volano di sviluppo economico e che tassare i bus turistici significa asfissia di un indotto che sopravvive con enormi difficoltà in un territorio svantaggiato'"?. Ad ascoltare le ragioni del comitato spontaneo c'era anche Carlo Salvemini, candidato alle primarie del 22 gennaio, che già nei mesi scorsi aveva preso posizione sulla vicenda: "La premessa di regolare l'afflusso dei mezzi pesanti è sacrosanta ma, ciò detto, la maniera con cui è stata introdotta e applicata la misura la rende assolutamente incomprensibile: quali sono i servizi resi a fronte di una richiesta di pagamento?"

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“Esprimo viva solidarietà al Comitato di Lotta contro la tassa sui bus turistici “. E’ quanto dichiara invece Wojtek Pankiewicz, capogruppo UdC a Palazzo Carafa. E aggiunge: “Le numerose proteste contro l’ignobile tassa sull’ingresso a Lecce dei bus turistici non sono state sufficienti per convincere la giunta comunale a revocarla, ma neppure, come un minimo di spirito democratico avrebbe suggerito, ad accogliere la richiesta di un confronto che albergatori, guide turistiche, agenzie viaggi, noleggi bus, operatori culturali e commercianti hanno richiesto sin dal 14 ottobre scorso con 60 firme”.

Tra le criticità principali, è stata segnalata la totale assenza di bagni pubblici: una guida ha confessato di sperare, ogni volta che accompagna una comitiva, che nessuno le chieda dove sia una toilette. Il Comune di Lecce ha annunciato, da tempo, il ripristino di alcune strutture presenti in città. La prima ad essere riconsegnata dovrebbe essere quella di viale Marconi, che si sperava di riaprire entro Natale. Il rischio complessivo, è stato detto senza mezzi termini, è che Lecce venga presto rimpiazzata da altre mete più accessibili: Valle d'Itria, e centri del barocco ionico, come Galatina, Nardò e Gallipoli.

Le associazioni di categoria: "Correttivi nell'interesse di tutti".

 

Nel primo pomeriggio è stato diffuso un comunicato firmato da Andrea Montinari per la sezione Turismo di Confindustria, Massimo Rota per Assoturismo di Confesercenti ed Erminia Licchelli per Confcommercio, in cui si dichiara in premessa di aver appreso solo nelle ultime ore della richiesta di incontro pendente avanzata il 14 ottobre dagli operatori all'amministrazione comunale.
 
"Le scriventi associazioni, preso atto dell’iniziativa spontanea degli operatori turistici, operatori culturali ed esercenti della Città di Lecce, precisano che tale riunione non è stata da loro convocata. Pertanto sollecitano l'amministrazione comunale di Lecce a fornire risposte chiare e precise circa le istanze avanzate nell'incontro ufficiale tenutosi lo scorso 29 novembre presso l'assessorato Mobilità e Trasporti. Nell'incontro l'assessore Ripa si è dimostrato estremamente disponibile al confronto e i rappresentanti delle associazioni di categoria, pur esprimendo ampio apprezzamento per il nuovo City Terminal e condividendone l'importanza strategica, hanno evidenziato una serie di criticità emerse dall'applicazione della delibera del Consiglio Comunale di Lecce del 25 luglio del 2008:
 
"Prima fra tutte l'onerosità delle tariffe applicate che determinano la conseguente preferenza da parte dei turisti di altre destinazioni economicamente più vantaggiose e competitive rispetto a Lecce, i dati dell'Osservatorio sull'andamento del mercato alberghiero di Lecce lo confermano. Le Associazioni hanno richiesto un sostanziale abbattimento delle tariffe: di limitarne l'applicazione nel periodo da maggio ad ottobre oppure un'applicazione differenziata a seconda dei periodi di bassa-media-alta stagione, di esentare dal pagamento i bus che sostano negli spazi privati degli hotel, mentre per i gruppi in visita a Lecce l'applicazione di tariffe orarie".
 
"La procedura per la prenotazione dei contrassegni ed il versamento della relativa caparra risulta oltremodo faragginosa, le stesse operazioni al check point risultano essere troppo lunghe, la richiesta è stata quella di snellire le procedure semplificando le diverse operazioni. La mancanza di un servizio navetta dedicato di collegamento con il centro storico, l'utilizzo della circolare comporta la disgregazione dei gruppi, il disagio per i passeggeri e le guide e l'allungamento dei tempi di percorrenza che determinano spesso l'impossibilità di raggiungere il centro in tempo utile per visitare le chiese che chiudono alle ore 12,00".
 
"Il ridimensionamento dei flussi turistici sulla città di Lecce, documentato dai dati statistici, impone un'accurata riflessione da parte dell'amministrazione Comunale che, come ha dimostrato con la disponibilità al dialogo ed al confronto con le Associazioni di categoria del territorio, dovrà porre dei correttivi nell'interesse di tutti".

 

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