Tassa di soggiorno: aumenta il gettito, ma gli alberghi accumulano arretrati

L'assessore ai Tributi, Attilio Monosi, ha illustrato insieme ad alcune associazioni di categoria due corsi di formazione per addetti al turismo da finanziare con parte del ricavato dell'imposta. Tra i B&b si stima che un terzo siano ancora in nero

LECCE – La tassa di soggiorno dall’inizio dell’anno ha prodotto dichiarazioni per 446mila euro, ma ne sono stati riscossi 244mila.

La differenza è imputabile quasi per la totalità al mancato versamento da parte degli alberghi, o almeno di alcuni, secondo quanto si evince dai dati distribuiti dall’assessore ai tributi, Attilio Monosi. Le strutture ricevono il pagamento dell'imposta e poi la girano agli uffici comunali. Potrebbe quindi trattarsi di una semplice questione di ritardi per la gestione della contabilità, ma anche i dati del 2014 confermano il nodo degli arretrati: nell'ultimo trimestre, infatti, a fronte di 169mila euro dichiarati, ne sono stati versati 107mila. E il saldo negativo, considerando i primi nove mesi di quell'anno, arriva a circa 80mila euro.

Questi numeri, tutto sommato, inducono l’esponente del governo cittadino ad un cauto ottimismo: “E’ necessario – ha commentato Monosi - rimarcare il fatto che l'imposta dichiarata è superiore ai versamenti effettuati. Ciò significa che se da un lato molti imprenditori debbono ancora provvedere al pagamento del dovuto, è altrettanto vero che prevale un maggiore senso di responsabilità rispetto al recente passato, visto che cresce il numero degli operatori che hanno deciso di autodenunciarsi”.

Per quanto concerne i B&b, infatti, il problema principale è un altro e consiste nell’attività in nero: sebbene non siano stati ancora diffusi i dati puntuali, circa un terzo delle strutture che si presume siano in funzione (circa 240) non dichiara nemmeno un ospite nel corso dell’anno e quindi non versa un euro di tassa.

L’esponente del governo cittadino ha fatto il punto della situazione nel corso di una conferenza stampa di presentazione di due progetti di formazione per il settore turistico da finanziare con una parte del gettito ricavato dalla tassa e organizzati presso Confesercenti (web marketing e social media marketing) e Confcommercio (inglese per il turismo). Per ciascuno sono state previste due edizioni e un numero di iscritti pari a 18.

Nel corso dell’incontro l’esponente del governo cittadino ha anche fatto accenno ad alcune ipotesi di utilizzo del denaro per eventi e manutenzione delle spiagge in vista della prossima stagione estiva. Non solo: si starebbe pensando anche all’istituzione di un apposito servizio di trasporto dei turisti con gli autobus in direzione delle marine leccesi e a una soluzione temporanea ai diportisti e ai pescatori che si servono della darsena di San Cataldo, da mesi ferma per la sospensione di tutti i servizi che erano stati assegnati ad una cooperativa prima che l’avvocatura comunale avviasse le procedure per la risoluzione del contratto, in attesa della riqualificazione concordata con la Regione Puglia.

Le sanzioni

L’amministrazione di Palazzo Carafa ha avviato un’attività di controlli, di concerto con la polizia locale, con il duplice scopo di far emergere tutti quei flussi che di fatto sfuggono ad ogni verifica e di recuperare le somme dichiarate ma non versate. L’omessa dichiarazione – ha ricordato il dirigente di settore, Antonio Errico – è una violazione amministrativa punita con l’ammenda di 150 euro, mentre il mancato pagamento comporta una sanzione tributaria pari al 30 per cento dell’importo. 

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