Tassa sui rifiuti, i Comuni respirano: respinto il ricorso di Progetto ambiente

La società voleva l'annullamento del decreto del commissario che sospende in via temporanea l'adeguamento tariffario. Ma per una soluzione definitiva si dovranno attendere i prossimi passi nei tribunali

La discarica di Cavallino.

LECCE – Una piccola battaglia vinta, che permette di prendere respiro e riorganizzare le fila. I Comuni salentini, in fin dei conti, sono proprio quelli fino a oggi rimasti estranei al complesso contenzioso che ha portato a un riadeguamento delle tariffe riguardanti il trattamento della frazione secca dei rifiuti urbani, che, rispetto a sei anni or sono, sono maggiorate di quasi il 40 per cento. Per paradosso, pur essendo i Comuni deputati a svuotarsi le tasche.   

E allora, i prossimi passi saranno i ricorsi, sia contro il decreto del commissario dell’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti in Puglia, che ha fissato quegli adeguamenti, sia contro le sentenze di Tribunale amministrativo regionale e Consiglio di Stato che hanno stabilito gli aumenti tariffari. Tecnicamente, le cosiddette opposizioni di terzi, coloro che sono rimasti estranei dal giudizio, pur avendo un interesse diretto nella controversia.  

A fare da spartiacque, in una partita molto complessa, una sentenza non definitiva odierna del Tar di Lecce, presieduto da Antonio Pasca, che ha respinto il ricorso della società Progetto ambiente nei confronti di un altro decreto del commissario regionale, quello di sospensione temporanea degli adeguamenti tariffari.

La vicenda nasce da lontano. Nel 2011 fi vu un ricorso al Tar di Lecce della società che gestisce l’impianto per la produzione di Cdr a Cavallino per ottenere la revisione della tariffa a carico dei Comuni dell’intera provincia di Lecce per la produzione di combustibile da rifiuto.

Diverse sono state le sentenze di Tar e Consiglio di Stato. Il contenzioso, di fatto, è tuttora in corso. E alla fine, il 13 gennaio scorso, si è giunti all’adozione da parte del commissario Gianfranco Grandaliano del provvedimento di adeguamento tariffario a favore della società. L’incremento, come detto, è pari a circa il 40 per cento della tariffa originaria per gli anni 2010-2013.

Ovviamente, questo ha provocato un terremoto nei Municipi salentini che, il mese successivo, e per la precisione il 13 febbraio, si sono riuniti a Lecce, a Palazzo Carafa, manifestando la volontà di contestare la legittimità dell’aumento tariffario. E promuovendo quindi diverse azioni contro le sentenze e contro lo stesso provvedimento commissariale. Base di partenza, il già citato presupposto, cioè aver visto giocare la partita sulla propria pelle senza essere mai intervenuti, avendo avuto conoscenza delle sentenze e dei nuovi importi tariffari solo dopo sei anni di contenzioso.

Difesi dagli avvocati Ernesto Sticchi Damiani, Sergio De Giorgi, Gianluigi Pellegrino, Angelo Vantaggiato e Domenico Mastrolia, molti Comuni hanno quindi impugnato sentenze e decreto, sostenendo non solo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo a conoscere della vicenda, ma anche la possibile nullità delle clausole di adeguamento e l’applicazione non corretta dei criteri revisionali.

In concomitanza con la volontà dei Comuni della provincia di voler agire contro gli adeguamenti tariffari, il commissario ha ritenuto necessario, il giorno successivo rispetto all’assemblea, sospendere in via temporanea gli adeguamenti tariffari già accordati per un riesame dell’intera vicenda.

Ovviamente, la sospensione non è scesa giù alla società che gestisce l’impianto. Fallita una transazione per chiudere la vicenda, aveva già preannunciato la notifica d’ingiunzione di pagamento a tutti i Comuni. Per questo, sostenuta dagli avvocati Pietro e Luigi Quinto, ha inoltrato il ricorso, chiedendo l’annullamento del decreto.

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Ma la sentenza depositata oggi, segna il respingimento del ricorso di Progetto ambiente, dando rilievo all’intervento di numerosi comuni  in opposizione al ricorso. Che vogliono a tutti i costi salvaguardare i propri bilanci, visti gli ingenti esborsi chiamati a effettuare. Insomma, la gara è durata già sei anni, ma praticamente si è ancora al primo tempo. E si preannuncia ancora lunga.

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