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"Tassa sul soggiorno? Obbligati dai tagli del governo"

Il sindaco di Otranto motiva l'introduzione del balzello dal prossimo luglio nella sua città coi tagli operati da Tremonti agli enti locali: "Bilancio privato di importanti risorse. Scelta obbligata"

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OTRANTO - "Una scelta praticamente obbligata" per ragioni di bilancio: Luciano Cariddi, il sindaco di Otranto, motiva in questo modo l'introduzione, a partire dal prossimo 1° luglio, di una tassa sul soggiorno, proposta al vaglio della sua amministrazione e delle categorie del settore turistico (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28100 ). "Nessun amministratore - precisa - fa salti di gioia nel dover ricorrere ai prelievi fiscali, ma siamo costretti a farlo da questo federalismo di Berlusconi e Tremonti, che piega le casse degli enti locali e taglia i bilanci, lasciando intatti gli oneri e le funzioni, che devono accollarsi i comuni".

Il primo cittadino spiega che le casse di Palazzo Melorio, proprio a causa delle imposizioni del governo nazionale, rischino un ammanco tra i 500 e i 600mila euro, che sono necessari a finanziare interventi in materia di turismo, di manutenzione ordinaria delle strade, di fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché a mettere in campo misure, utili a migliorare e riqualificare la città: "In tal senso - precisa - viene richiesto un sostegno economico ai turisti, per ripagare l'impegno di un territorio, che cerca di garantire ed offrire loro una sempre più efficiente accoglienza".

Cariddi evidenzia la crescita di Otranto, avvalorata dalle continue attestazioni ricevute, che vanno dalla bandiera blu al riconoscimento dell'Unesco, dall'iscrizione nell'elenco dei borghi più belli d'Italia alla recentissima riconferma delle Cinque vele di Legambiente (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28121 ): "Alla base di questi risultati, c'è un territorio con servizi di qualità e con requisiti che ne decretano il successo agli occhi dei turisti". Ma per mantenere certi standard, servono interventi e, quindi, risorse: "Non dimentichiamo - aggiunge - che Otranto ha 30 km di costa e una viabilità complessa su un territorio tanto esteso".

Le spese di gestione, dunque, ci sono e il comune farebbe fatica a reggerle per via dei tagli ai bilanci; ecco perché occorre trovare soluzioni alternative: "Siamo aperti al confronto con gli operatori e siamo pronti a valutare piste differenti - dichiara -, calcolando i problemi del bilancio e la situazione generale degli enti pubblici in questa fase; non va trascurata neanche la gestione dei rifiuti, con gli sprechi enormi prodotti dall'Ato, che hanno causato gli aumenti Tarsu e che potrebbe rappresentare una difficoltà in più ".


Cariddi, comunque sia, non teme che la tassa, ritenuta comunque "un contributo accessibile" possa fungere da deterrente per i turisti: "Ripeto, valuteremo insieme agli operatori tutte le strade percorribili: l'assemblea convocata per il 14 sarà il luogo dove collegialmente si faranno le scelte migliori per il territorio ed il settore". Sulla tassa di soggiorno, intanto, lo stesso sindaco di Otranto incassa il placet "indiretto" del ministro Raffaele Fitto, che, proprio ieri sera, nel principale talk show politico di Rai Uno, ha difeso a spada tratta la logica "positiva" dell'imposta.

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