Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Tasse universitarie, studenti scrivono alle famiglie

L'Unione degli universitari spiega perché ritiene l'aumento della tassazione ingiusto e insensato. Dai tagli ministeriali alla mancanza di servizi, gli studenti non vogliono pagare colpe di altri

Studenti universitari in corteo (foto d'archivio)

LECCE - "Cittadini leccesi, famiglie salentine, questa lettera è rivolta a voi e vuole spiegare quelle che sono le criticità che noi riscontriamo in questo aumento indiscriminato delle tasse nell'Università del Salento".

Così inzia la lettera aperta che ragazze e ragazzi dell'Unione degli universitari hanno scritto per ribadire la loro netta opposizione all'aumento della contribuzione, previsto a partire dall'anno in corso.

Una decisione attesa ma i cui effetti, toccati con mano, hanno scatenato il panico. Immediata la mobilitazione che prevede una serie di iniziative, anche mediatiche, per far pesare il malcontento diffuso (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=25767).

Secondo il sindacato studentesco, che imputa ai tagli ministeriali la disperata necessità dell'ateneo di fare cassa, andrebbero preliminarmente risoli alcuni nodi strutturali che rendono difficoltoso il percorso universitario. Senza servizi e un'organizzazione didattica adeguata, per molti studenti laurearsi diventa assai complicato: "Parliamo della proliferazione degli esami che in molti corsi superano il numero legale previsto dalla legge, parliamo dei diversi pesi didattici con i qual gli studenti devono confrontarsi, parliamo di un diritto allo studio non garantito, di benefici non garantiti a chi ne ha diritto (la copertura qui a Lecce è da sempre al di sotto del 50 per cento), parliamo degli studenti lavoratori che aspettano da anni il riconoscimento del loro status di studenti a tempo parziale".

"Se tutte queste cose sono vere - scrivono gli universitari - vuol dire che c'è stata una precisa e voluta mancanza da parte di chi avrebbe però, solo nella teoria, un ruolo teso a risolvere queste problematiche. Si è preferito, infatti, un aumento indiscriminato che di nulla tenesse conto. Magari tra qualche giorno la risoluzione di determinati problemi verrà paventata come un'apertura da parte dell'amministrazione, ma per noi rimane e rimarrà una mancanza alla quale si doveva sopperire prima".

In conclusione la confutazione di una argomentazione che pure è stata sbandierata per giustificare l'aumento: "Non è vero che a Lecce le tasse sono le più basse d'Italia. E' vero che il rapporto tra il numero di studenti e il gettito della tassazione è tra i più bassi delle università, ma questo è reso possibile dal fatto che la maggior parte della popolazione studentesca afferisca alle due fasce di reddito più basse. Ci dovrebbero dire, invece, che uno studente della prima fascia pagherebbe meno alla Sapienza di Roma rispetto a quanto paga a Lecce".

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