Taviano, chiude il centro per disabili. La rettifica dell’associazione “La Piramide”

Il legale, incaricato dall'associazione, ha inviato una nota in cui spiega che "l'associazione ha partecipato alla gara indetta dal Comune ed ha proposto il prezzo più conveniente; nessuna inadempienza riguardo alle condizioni normative e retributive dei lavoratori"

@TM News/Infophoto

TAVIANO - L’associazione “La Piramide insieme per il futuro”, intende rettificare la notizia pubblicata il 23 aprile,  dal titolo: “Taviano, chiude il centro polivalente per disabili. Disagi per lavoratori e famiglie”. “La rettifica – spiega l’avvocato incaricato dalla società, Marco Luigi Elia-  si impone poiché la notizia pubblicata è destituita di qualsivoglia fondamento atteso che, con determina dirigenziale numero 629 del 2013, il Comune di Taviano indiceva gara pubblica con il criterio del prezzo più basso rispetto a quello a base di gara ex. articolo 82 del decreto legislativo 163 del 2006, per l’affidamento per un anno del servizio di gestione del Centro ricreativo per disabili, assistenza domiciliare in favore di persone anziane e gestione centro ricreativo polivalente per l’anno 2014, per un importo a base d’asta di 65mila euro annue, oltre Iva”.

“Orbene, alla procedura di gara venivano ammesse 6 ditte e la gara veniva aggiudicata in favore dell’associazione “La Piramide insieme per il futuro”, la quale aveva proposto l’offerta più conveniente per l’amministrazione con il ribasso più elevato rispetto al prezzo a base d’asta, 57 mila e 525 euro, oltre Iva”.

“Pertanto – spiega il legale - le eccezioni riferite alla legittimità della  procedura di gara nonché all’aggiudicazione della stessa sono false e tendenziose atteso che laddove vi fossero state illegittimità procedurali gli interessati avrebbero avuto tutti gli strumenti giudiziari per tutelare i loro interessi”.

E’ doveroso inoltre sottolineare che il capitolato di gara prevedeva al punto 21 l’obbligo per l’aggiudicatario “di garantire, compatibilmente, con la normativa vigente, continuità occupazionale al personale attualmente impegnato nei servizi se gli stessi saranno attivati” ed all’articolo 9 che “ il servizio oggetto dell’appalto, deve essere svolto dall’appaltatore mediante la propria organizzazione e utilizzando personale e capitali propri”;  la mia assistita verificava che il personale impegnato nei servizi era costituito da 5 unità e provvedeva a garantire alle predette unità continuità occupazionale, retributiva e contributiva”, si legge ancora nel testo della rettifica.

“Inoltre, corre l’obbligo di precisare che, quanto all’attuazione in favore dei lavoratori delle condizioni normative, retributive e previdenziali non inferiori a quelle risultanti dalla contrattazione nazionale del settore, nessun inadempimento è al riguardo addebitabile all’associazione, atteso che la regolarizzazione di tutte le posizioni lavorative è stata compiutamente eseguita, nonché vagliata e ratificata da Mino Malorgio, referente del sindacato Cgil”. 

“Infine, in merito alla regolarità previdenziale, il Comune ha sempre esercitato il proprio controllo attraverso la richiesta periodica del Durc, prima di saldare le fatture presentate dall’associazione mia assistita, documento questo che, come è noto, l’ente preposto fornisce solo se il datore di lavoro è in regola con i versamenti”.

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