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Terme di Santa Cesarea, Piconese: “Regione convochi lavoratori stagionali”

Lo stato di agitazione di ben 120 lavoratori stagionali a rischio porta il consigliere provinciale a lanciare un appello di intervento all'istituzione: "Il silenzio della Regione è inspiegabile, soprattutto in questa fase"

 SANTA CESAREA TERME – Lo stato di agitazione alle Terme di Santa Cesarea dei lavoratori stagionali ripone l’attenzione della politica provinciale su un “caso” che sembrava essersi attutito. A rispolverare la questione, dopo anche le recenti proteste dei circa 120 lavoratori interessati dal taglio del proprio posto di lavoro, è Salvatore Piconese, consigliere provinciale del Pd e sindaco di Uggiano La Chiesa.

"Di fronte all’attuale situazione di incertezza e di sofferenza che domina il presente di 120 lavoratori stagionali delle Terme di Santa Cesarea, la Regione Puglia convochi nell’immediato i rappresentanti sindacali dei lavoratori stagionali – spiega -, i quali da due mesi non hanno notizie sul loro futuro occupazionale, concertando anche una soluzione idonea al rilancio strategico del centro termale”.

Per Piconese, si tratta di un “passaggio politico essenziale” che “parla direttamente all’avvenire di tante famiglie, le quali da settimane chiedono certezze sul proprio futuro sia alla società Terme che al socio di maggioranza (la Regione)”: “È inspiegabile il silenzio – precisa - che proviene dall’ente regionale, in particolare in questa fase di assenza di interlocutori, poiché il CdA, scaduto il 27 aprile, non è stato ancora rinnovato dalla stessa”.

“Pertanto, la Regione Puglia, a partire dalle sue cariche istituzionali più importanti e rappresentative, colga il grido di protesta delle donne e degli uomini ‘stagionali’ delle Terme di Santa Cesarea – conclude - e convochi un ‘tavolo di concertazione’ che individui soluzioni adeguate sia in ambito aziendale che occupazionale”.

 

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