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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Politica Santa Cesarea Terme

Terme di Santa Cesarea, quasi pronto il bando per l'affidamento a un privato

Il sindaco Bleve e il neo presidente del Cda della Spa Terme, Adriano Bono, hanno fatto il punto in quarta commissione del Consiglio regionale. Restano da saldare le quattordicesime ai dipendenti

SANTA CESAREA – Le Terme di Santa Cesarea, un tempo fiore all'occhiello di un intero territorio, meritano di tornare funzionare come si deve. La seconda vita delle terme potrebbe e dovrebbe cominciare nel 2022.

Questa, almeno, è l'intenzione del Comune che sta preparando il bando per affidare la gestione del complesso termale, e del nuovo centro Mammoccione, ad un privato. Il bando dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell'anno: così hanno dichiarato il sindaco Pasquale Bleve e il neo presidente del Consiglio d’amministrazione della Spa Terme, Adriano Bono durante la quarta commissione (sviluppo economico) del Consiglio regionale.

L’audizione, per fare il punto della situazione, è stata convocata dal presidente Francesco Paolicelli su richiesta del capogruppo La Puglia domani, Paolo Pagliaro.

I tecnici sono al lavoro sulla parte finanziaria del bando di gara, con lo scopo di affidare la struttura ad un soggetto privato capace di gestirla adeguatamente sul piano economico, per rilanciarla al meglio.

La Regione Puglia, dal canto suo, concederà una proroga tecnica sull’acquisizione delle quote di proprietà pubblica in capo al Comune di Santa Cesarea, che verserà 13 milioni 770mila euro per il corrispettivo delle azioni regionali.

Il commento del capogruppo Pagliaro

“Finalmente si dirada la nebbia sul futuro delle Terme di Santa Cesarea, grazie ai chiarimenti ottenuti oggi in commissione – ha dichiarato Paolo Pagliaro -. Innanzitutto abbiamo conosciuto il nuovo presidente del cda delle Terme, l’imprenditore locale Alessandro Bono, eletto da appena tre giorni. Così come abbiamo avuto garanzia sull’imminente pagamento delle due mensilità arretrate e delle quattordicesime con le fatture in riscossione”.

Pagliaro ha spiegato di aver anche chiesto conto dell’andamento della stagione in corso e che le risposte ricevute “ci confortano su un trend positivo fin dalla ripresa delle attività”.

Il consigliere regionale ha riferito anche le anticipazioni sul bando: “Riduzione del periodo di concessione a lungo termine da 80 a 40 anni, ristrutturazione del nuovo centro termale, il cosiddetto Mammoccione in abbandono e vandalizzato, a carico del nuovo soggetto gestore e paletti tecnici in via di definizione, per redigere un avviso pubblico che risulti appetibile e possa intercettare l’attenzione di grandi società del settore termale”.

Il sindaco Bleve ha fatto sapere che ci sono anche due manifestazioni d’interesse, a titolo informale.

“Questo lascia ben sperare - ha commentato Pagliaro -, nonostante le perplessità sulla via della privatizzazione imboccata dalla Regione Puglia, socia di maggioranza delle Terme, determinata a cedere le proprie quote al Comune a fronte del pagamento di ben 13 milioni e 770mila euro. Il complesso termale è un’autentica meraviglia, un gioiello meritevole della massima valorizzazione. Ed ogni azione dev’essere mirata a questo obiettivo, sul modello Ischia, che tante volte ho indicato come traccia da seguire, con la messa a disposizione delle acque sulfuree per tutte le strutture ricettive e i centri benessere che ne facciano richiesta, non solo a Santa Cesarea anche nelle località vicine”.

La situazione attuale

Nel 2020 la pandemia ha inciso negativamente sulle attività e sugli utili della struttura. Le Terme hanno riaperto i battenti, infatti, solo il 24 maggio del 2021, ripredendo tanto l’attività curativa quanto quella ricettiva.

Gli ultimi mesi hanno registrato un andamento positivo. In particolare settembre, ottobre, novembre sono considerati mesi di alta stagione per il settore: il bilancio definitivo dell’andamento si potrà fare, però, a dicembre. Nel frattmepo la società potrà contare sulla liquidità assicurata dalla piena operatività.

Il 20 percento delle acque è stato messo a disposizione di strutture alberghiere e turistiche del territorio, sul “modello Ischia” proposto anche da Pagliaro.

Gli stipendi al personale rimangono una priorità: al momento sono in arretrato solo le quattordicesime, in via di erogazione con le rimesse che pervengono dall’Asl.

Un altro nodo da sciogliere, del quale si è discusso in sede di commissione consiliare, rimane quello della carenza delle reti idriche e fognarie al servizio dell'agglomerato industriale di Tricase, Specchia e Miggiano.

Nel corso dell’audizione, richiesta dal consigliere regionale Antonio Gabellone, il presidente dell’Asi di Lecce, Massimo Albanese, ha illustrato il percorso tecnico-amministrativo avviato con Aqp e l'autorità idrica dall’insediamento dei vertici del Consorzio per l'area di sviluppo industriale salentina, a dicembre 2019.

Il percorso, che punta al collegamento e fornitura direttamente alle aziende, necessita di una modifica e di un'ampliamento del piano di bacino. La proposta è quella di fare fronte comune tra i comuni interessati e Asi per agire sull’Ambito, fermo restando che sono necessarie altre risorse regionali.

Il punto in commissione vuole quindi essere il primo passo verso il conseguimento dell’obiettivo: la realizzazione delle infrastrutture primarie nelle zone industriali dei tre comuni.

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