Sfratti, case parcheggio, alloggi popolari: ai confini dell'emergenza

Entro il 29 aprile è possibile inviare i ricorsi relativi alla graduatoria per l'assegnazione. Ma tra mancanza di interventi di edilizia residenziale pubblica e incapacità di pagare l'affitto per la morsa della crisi, la situazione è sempre più critica

Foto d'archivio.

LECCE – C’è tempo fino al 29 aprile per la presentazione dei ricorsi relativi alla graduatoria provvisoria per l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, pubblicata dal Comune di Lecce il 28 febbraio scorso. A ricordarlo è il Sindacato nazionale unitario inquilini e assegnatari, la cui sede è in via Adige, 26, a Lecce.

Il problema della casa costituisce una questione spinosa nel capoluogo e la convergenza di alcuni fattori potrebbe determinare una vera e propria emergenza. Da una parta c’è un aumento degli sfratti per morosità, in conseguenza di una crisi economica che non lascia tregua  e che inghiotte nella fascia di povertà anche nuclei familiari fino ad ora collocate al di sopra della “linea rossa”. Dall’altra una indisponibilità accertata di nuovi alloggi se non per poche decine di unità, perché di nuove case popolari se ne costruiscono col contagocce.

Come se non bastasse c’è un capitolo a parte, ed è quello delle case cosiddette parcheggio, quelle cioè che vengono assegnate provvisoriamente sulla base di indifferibili urgenze. Solo nelle prossime settimane il Comune di Lecce si doterà di un regolamento del quale è sempre stato sprovvisto e, per questa ragione, resta da capire quale sarà l’impatto dei criteri stabiliti sulla situazione esistente: sebbene gli uffici preposti ancora non siano stati in grado di fornire il numero esatto di quanti tali alloggi siano, alcune stime attendibili li calcolano in circa 200.

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Per di più la guardia di finanza, l'11 febbraio scorso ha fatto "visita" agli uffici che stavano predisponendo l'elenco che poi è diventato la graduatoria provvisoria per acquisire atti. Il sostituto procuratore Antonio De Donno, in seguito all'esposto sulla presunta compravendita di voti presentato nella primavera scorsa dagli esponenti del Pd Antonio Rotundo e Teresa Bellanova, ha infatti aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando l'accusa di abuso d'ufficio. E si attendono sviluppi.

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