Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Co-incenerimento Css e termovalorizzazione: non c'è unanimità in consiglio

A Melpignano, il tema "rovente" della gestione dei rifiuti sull'ipotesi del piano regionale e dei combustibili solidi secondari bruciati alla Colacem divide gli schieramenti nell'assise: minoranze aprono alla termovalorizzazione

Comune

MELPIGNANO - Un consiglio comunale "rovente", ma non solo per l'afa di fine luglio, quello consumatosi ieri sera, a Melpignano, sul tema della termovalorizzazione. L'amministrazione comunale, che sta cercando di lavorare ad una comunità a "rifiuti zero" ha espresso parere negativo nei confronti di ogni ipotesi di termovalorizzazione, nonostante qualche anno fa, l'ex sindaco Sergio Blasi avesse mostrato favore per la possibilità di riconvertire la vecchia Copersalento di Maglie in una struttura per bruciare il combustibile solido secondario.

Nel corso degli anni, dunque, sono variate le posizioni in campo, ma se l'amministrazione contava sulla possibilità di ottenere l'unanimità sulla questione del dispositivo di delibera sulla gestione dei rifiuti (in cui é prevista l'ipotesi che la gestioni dei flussi in eccesso di Css siano co-inceneriti presso la Colacem di Galatina) si è dovuta ricredere dinanzi all'intervento congiunto di "Melpignano al centro" e Pdl, che hanno evidenziato la decisione di rilanciare la termovalorizzazione come possibilità di superare la fase emergenziale, in cui si trova la Regione Puglia.

Una scelta "sofferta", ma "necessaria", scaturita da "uno studio - precisano le opposizioni - dei vari pareri  espressi da autorevoli associazioni ambientaliste come Legambiente e da esperti  del settore". Del resto, la percentuale di raccolta differenziata in Puglia di circa il 20% è lontanissima dalle percentuali previste dal Decreto Ronchi ( del 50% e del 60%): "Ancora si finge - ha spiegato Luigi Montinaro - di non voler capire il problema. L'incenerimento di Css è  sicuramente meno dannoso del carbone utilizzato per la combustione della Colacem di Galatina". 

Per le opposizioni, la politica delle “soluzioni tampone” fino ad ora seguita "non ha permesso un'adeguata programmazione della gestione dei rifiuti in termini di sostenibilità e sviluppo per le generazioni future": "Nel febbraio 2007, in una seduta del Consiglio regionale pugliese - ha chiarito in consiglio Montinaro -, la maggioranza guidata dal governatore  Vendola, stravolse il Piano per l’emergenza rifiuti predisposto dal suo predecessore Raffaele Fitto. Da quel momento a tutt’ora si sono susseguite varie ordinanze del Presidente Vendola nella qualità di commissario delegato all’emergenza ambientale in Puglia che hanno determinato un girovagare dei rifiuti in base ai siti di conferimento finali disponibili".

I gruppi consiliari di minoranza avallano la scelta dell’amministrazione comunale di voler incrementare e potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti: "Tuttavia - hanno spiegato - non ci sembra opportuno voler esprimere un parere fortemente contrario all’ipotesi di una riattivazione del co-incenerimento del CSS (combustibili solidi secondari ). Basandosi anche sui pareri forniti da un’associazione di fama internazionale  quale Legambiente appare evidente che anch’essa non sia fortemente restia allo smaltimento dei rifiuti nei cementifici, che, se correttamente gestiti, possono addirittura diventare fonte di reddito per il territorio e diminuire anche in modo considerevole gli indici di diossina in atmosfera".

Da qui, la scelta di esprimere un parere contrario alla deliberazione proposta dall'amministrazione comunale, senza tralasciare l'idea del "Rifiuto zero" e dell'incremento della differenziata.

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