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Foto di repertorio: la fabbrica di Melpignano

Foto di repertorio: la fabbrica di Melpignano

Tessitura Salento, marcia indietro sullo sciopero. Si attende la task force regionale

I lavoratori interrompono la mobilitazione con un giorno d'anticipo: l'azienda pagherà metà stipendio. Rimane alta l'attenzione sul futuro della società e sui livelli occupazionali

LECCE - Un’intera settimana di sciopero è servita a qualcosa. Tessitura del Salento industriale, come annunciato, pagherà la prima tranche dello stipendio che i dipendenti attendono da un mese.

La rassicurazione è bastata a sciogliere il presidio che i lavoratori avevano allestito nella sede di Melpignano nella giornata di giovedì 22 novembre. È terminato, con un giorno d’anticipo sulla tabella di marcia, anche lo sciopero indetto dalle sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

L’interruzione rappresenta però una tregua nella vertenza che sbarcherà sul tavolo della Regione Puglia: il 3 dicembre i sindacati torneranno a discuterne insieme alla task force regionale.

Sul futuro di Tessitura Salento (Gruppo Canepa) campeggia un grosso punto interrogativo: l’azienda, stando alle voci di corridoio, potrebbe essere rimessa sul mercato.

Il primo a recarsi sul sito produttivo di Melpignano, sabato 24 novembre, è stato Leo Caroli, il presidente del Comitato regionale del sistema economico e produttivo e le aree di crisi (Sepac) che ha incontrato i rappresentanti sindacali per raccogliere informazioni più dettagliate sulla vertenza.

All’esponente del governo regionale i 117 dipendenti hanno ribadito le loro richieste: garanzie sull’erogazione della seconda metà dello stipendio arretrato, sul mantenimento dei livelli occupazionali e sul futuro della società che non lascia tranquilli.  

La mobilitazione si è fermata ma, fino a quella data, l’attenzione rimane alta. I sindacati hanno scelto di non revocare lo stato d’agitazione e attendono risposte dalle istituzioni.

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