Divennero consiglieri sette mesi dopo il voto: Tondo e Monosi risarciti con mille euro

Il Tar di Lecce ha accolto parzialmente il ricorso presentato dall'avvocato Pietro Quinto. Riconosciuto il nesso tra errore della commissione e danno, ma non la natura patrimoniale

LECCE – Attilio Monosi e Angelo Tondo, esponenti del centrodestra leccese, dovranno essere risarciti con mille euro dal ministero dell’Interno. Lo ha stabilito il Tar di Lecce accogliendo, ma solo parzialmente, il ricorso presentato dall’avvocato Pietro Quinto.

La vicenda parte dall’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione che aveva sostenuto Carlo Salvemini nelle elezioni del 2017, nonostante il centrodestra avesse ottenuto, come voti di lista, il 50.2 per cento. I candidati al consiglio comunale esclusi dall’assise cittadina dalla decisione della Commissione Elettorale, aprirono quindi un contenzioso terminato poi, all’inizio del 2018, con la cosiddetta “anatra zoppa”, cioè con la convivenza tra un sindaco di uno schieramento e una maggioranza della parte avversa.

Tra i consiglieri riabilitati prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato c’erano anche Angelo Tondo e Attilio Monosi in nome dei quali Quinto ha chiesto il risarcimento relativo alla lesione di un diritto costituzionalmente garantito, cioè lo svolgimento di un incarico pubblico. Il tribunale leccese ha dunque riconosciuto il danno “consistente nella compromissione del diritto al pieno sviluppo della personalità umana” e invididuato un nesso di causalità con l'errore della commissione. Il Tar però non ha ammesso la natura patrimoniale del danno, stabilendo in via equitativa un risarcimento di mille euro che gli interessati devolveranno in beneficienza.

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“Si è trattato di una battaglia di principio –ha commentato Pietro Quinto - che assume una rilevanza di carattere generale a tutela del diritto di elettorato passivo di tutti i cittadini ma soprattutto perché afferma la responsabilità delle Commissioni Elettorali, che, in tutti i procedimenti amministrativi e non solo per le elezioni negli enti locali, devono garantire il rispetto delle regole procedimentali e sostanziali a tutela dell’interesse pubblico”.

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