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Torna l'Arcuri a Porto Cesareo ed è un caso nazionale

Il ritorno della statua della discordia sul Lungomare cittadino, voluto dalla nuova amministrazione comunale, diventa un caso mediatico ed aggiunge un nuovo capitolo ad un reality tutto salentino

Manuele Arcuri.

PORTO CESAREO - Qualcuno forse ne sentiva la mancanza, non di certo le donne di Porto Cesareo, che avevano spinto a furor di genere affinché fosse rimossa dal Lungomare cittadino, perché non rappresentativa dei valori della gente del posto: ma la statua di Manuela Arcuri, cacciata dalla porta, rientra trionfalmente dalla finestra, come annunciato in questi giorni dalla nuova amministrazione locale. E il ritorno della "dea del mare", dal marcato accento laziale di Latina, a presidiare il tavolo azzurro di Porto Cesareo ed ad attrarre turisti e curiosi, pronti a farsi immortalare in uno scatto con il formato in pietra della show girl italiana, nell'attesa in futuro di poter incontrare l'originale, diventa di colpo un argomento di grande interesse per tutti i media nazionali.

La notizia era già di pubblico dominio già da qualche giorno e forse in sé si chiuderebbe come una nota di colore, immersa in una più ampia e pittoresca contesa paesana: la vecchia amministrazione che erige la statua, su suggerimento e iniziativa di un noto personaggio televisivo, poi la fa togliere, per sostituirla con un'immagine più conforme ai valori del posto (si diceva di una riproduzione mariana); poi cade l'amministrazione, cambia il governo cittadino e la "reietta" torna fastosamente "eletta". Una storia in salsa salentina, che rischia di toccare quota dieci anni, da quel famoso 2002, che mosse le attenzioni per la singolare iniziativa.

Era il 19 luglio del 2002, quando la statua in pietra leccese venne posizionata a Porto Cesareo su iniziativa di Gianni Ippoliti, col sostegno degli operatori turistici, ma con la contrarietà dei cittadini, che si mossero con una petizione popolare, per chiederne la rimozione, avvenuta nel marzo del 2010 (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=15923 e https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=19783 ), per essere sostituita (e venduta), almeno nelle intenzioni, con una statua della Madonnina del mare, offerta da una cooperativa di pescatori. Ma il simulacro della Madonnina non è mai pervenuto, ed oggi il sacro viene un'altra volta sconfitta dal profano. Un profano, che tornerà anche in carne ed ossa a far visita alla propria copia, insieme al mentore dell'iniziativa, Ippoliti.

Non si sa se la questione sia stata terreno di scontro anche nella battaglia elettorale cittadina, ma probabilmente la scelta della nuova giunta si iscrive nel quadro di un rilancio d'immagine della marina di Porto Cesareo e il remake della statua della Arcuri potrebbe essere il pretesto per dare una sterzata al turismo. Tuttavia sorprende semmai la tempistica e la priorità data alla questione, come se davvero tutto ruotasse attorno all'effige di una soubrette.


Sembra davvero di essere dentro un moderno reality o in una rappresentazione teatrale, dove i ruoli restano da chiarire e lei, la protagonista indiscussa, la Arcuri, sappia in una piccola comunità del Salento, nel contesto dei 150° anni dell'Unità d'Italia, diventare un caso nazionale, senza nemmeno il minimo sforzo. Manco ci fosse di mezzo il monumento di un patriota, che muove gli impulsi della memoria. Potenza della tv e di certe moderne strategie promozionali.

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