Il Parco di Belloluogo riapre e raddoppia con torre, fossato e area concerti

L'area di dodici ettari a ridosso del cimitero restituita per la seconda volta alla città a distanza di quattro anni e mezzo dal primo taglio del nastro

Vista dalla torre.

LECCE –Dopo una prima inaugurazione a ridosso delle elezioni comunali del 2012, il Parco di Belloluogo prova a rinascere dalle sue ceneri. Con un altro taglio del nastro, in programma domenica con il sindaco, Paolo Perrone.

La zoppicante e insufficiente gestione pubblica lascia il passo a quella privata che da una parte garantirà la libera e piena fruizione e dall'altra punterà su concerti, eventi e punti ristoro per ottenere quella remunerazione necessaria per conto economico sostenibile.

Oggi la tornata elettorale non è così imminente come lo era allora, ma l’auspicio, questa volta, è che il parco possa sopravvivere ai capricci della politica cittadina. I primi quattro anni sono stati caratterizzati da troppi limiti, resi manifesti da una progressiva difficoltà a tenere puliti i luoghi e a garantire l’accesso in maniera continuativa e non solo nelle ore mattutine.

Il Comune di Lecce si è quindi arreso e ha deciso di procedere, attraverso un bando, all’affidamento. Palazzo Carafa si riserva, comunque, trenta giorni di utilizzo diretto del parco per gli eventi e le manifestazioni che riterrà opportuno portare nel parco. Adesso tocca quindi alla società consortile “Parco di Belloluogo” (costituita da Bios srl e Innovapul società cooperativa) restituire alla città l’area di circa 12 ettari, compreso il lotto sul quale sorge la torre del XIII secolo, circondata da un fossato alimentato da sorgenti sotterranee. E’ stato necessario un imponente intervento di bonifica per rimuovere i rifiuti di ogni tipo che negli anni sono stati sversati ed è stato installato un sistema di videosorveglianza. 

E’ giusto ricordare che il recupero della torre al patrimonio artistico e storico di Lecce non sarebbe stato possibile, oggi, se dagli anni novanta non ci fosse stata una tenace battaglia ingaggiata da Beniamino Piemontese e Carla De Nunzio contro l’abbandono, le incursioni vandaliche, la cecità della classe dirigente che, a un certo punto, stava per cedere alla tentazione di concedere ad un privato la possibilità di costruire a ridosso della torre. Anche la circoscrizione Rudiae si mise di traverso e il progetto si arenò sul nascere.

Ci sono diverse novità rispetto alla prima inaugurazione: un’area dedicata ai cani, a ridosso del confine con il cimitero, un ristorante (si conta di avviarlo nei prossimi mesi), due punti ristoro e la possibilità di tenere concerti sul prato a ridosso della torre.

Il programma di gestione è ambizioso e punta all’inserimento anche di attività di riabilitazione psicomotoria (si pensa anche all’ippoterapia), di laboratorio, di apprendimento destinate ai più piccoli. Più in generale si punta a fare del parco un luogo di visite guidate, di iniziative legate all’enogastronomia e alla valorizzazione dei siti storici, come il ninfeo probabilmente realizzato da un insediamento di monaci basiliani.

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A breve si potrà valutare se alle buone intenzioni seguiranno i fatti. Certo è che una piena fruizione dell’area è un diritto dei cittadini ai quali, nei prossimi mesi, dovrebbe anche essere consegnato il “parco delle cave”, tra viale Grassi e la stazione ferroviaria. 

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