Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Torre Veneri, Guido replica a Lecce bene comune: "Nessun documento nascosto

L'assessore comunale all'Ambiente prende posizione dopo le accuse dell'associazione e contrattacca verso Gabriele Molendini. "L'area oggetto dell'inquinamento a cui si riferisce l'esponente di Lecce bene comune ricopre una superficie estremamente limitata, interventi già predisposti"

LECCE – Sulla vicenda del poligono di Torre Veneri, sollevata nuovamente ieri da una comunicazione postata da Gabriele Molendini di “Lecce bene comune”, arriva oggi una secca e corposa replica dell’assessore all’ambiente Andrea Guido, che non ci sta a sentire accuse rivolte alla Giunta comunale, in particolare quella “di aver tenuto nascosti taluni documenti in riferimento a ipotetici provvedimenti che avrebbe emanato nell’ambito della gestione del pericolo ambientale nell’area militare”.

“Ogni atto della Giunta – dice Guido - e relativi allegati tecnici è sempre pubblico e disponibile sul portale web del Comune, ma, soprattutto, l’esecutività di un qualsiasi provvedimento si ottiene solo con la pubblicazione dello stesso, e per sapere questo non occorre una laurea in giurisprudenza”.

Insomma, è adirato, Guido, e non poco. Cita la recente “Operazione Leonia” e spiega che essa “era volta semplicemente a raccogliere i rifiuti spiaggiati con le ultime mareggiate”. Quindi, bottiglie di plastica, piccoli oggetti vari e parabordi da nave “che sono stati rimossi da un gruppo di persone volontarie composto sia da militari, sia da semplici cittadini che hanno a cuore le sorti di tartarughe, uccelli e mammiferi marini che sarebbero potuti rimanere intrappolati o morire soffocati”.

Dunque per l’assessore non è questione ricollegabile agli obblighi delle forze armate sulla tutela della salute pubblica e alla presenza di piombo e rame. “E’ chiaro che le dichiarazioni dell’esponente di Lecce bene comune sono puramente strumentali e mirano solamente a cercare di mettere in cattiva luce l’operato della Giunta agli occhi dei cittadini”, si difende Guido.

L’assessore all’Ambiente precisa anche che “l’amministrazione comunale non riveste alcun ruolo attivo nella predisposizione degli interventi di bonifica” sostenendo dunque che essi siano “di esclusiva competenza delle forze armate”. “Mentre le autorizzazioni per l’esecuzione degli interventi – aggiunge - sono in capo alla Regione Puglia, unico ente responsabile per l’adozione dei provvedimenti. Il ruolo del Comune di Lecce, quindi – dice ancora -, nella sua qualità di componente della conferenza dei servizi come ente locale nel cui territorio ricade l’area in questione, si esplica unicamente nella valutazione del piano di caratterizzazione, null’altro”.

Guido dice ancora che “l’area oggetto dell’inquinamento a cui si riferisce l’esponente di Lecce bene comune ricopre una superficie estremamente limitata e coincide esclusivamente la piccola porzione del poligono che interessa le esercitazioni a fuoco e il brillamento degli esplosivi, così come risulta dalla relazione tecnica di monitoraggio ambientale dello scorso gennaio”.

Inoltre, riporta anche le dichiarazioni rilasciate all’assessorato proprio oggi da Francesco Paolo Fanizzi, ordinario di chimica generale e inorganica del Dipartimento di scienze biologiche e ambientali dell’Università del Salento, responsabile scientifico del Piano di caratterizzazione del sito del poligono di Torre Veneri. Ebbene, stando a quanto riferito, Fanizzi “assicura che tutte le problematiche sollevate da Gabriele Molendini sono state già tenute in debita considerazione e che la modularità del piano approvato consentirà tutti gli eventuali successivi approfondimenti che si renderanno necessari per caratterizzare l'area e intervenire di conseguenza”.

L’esercito, d’altro canto, aggiunge ancora Guido, “attraverso i propri organi tecnici, realizza periodiche attività di monitoraggio ambientale presso tutte le aree addestrative che utilizza. E’ stata la forza armata, infatti – prosegue -, a commissionare, appena la scorsa primavera la predisposizione del piano di caratterizzazione all’Università approvato poi dalla conferenza dei servizi, piano propedeutico all’analisi del rischio”.

“Il disciplinare ambientale del poligono, inoltre, è stato ampliato prevedendo cicli di pulizia straordinari finalizzati alla rimozione dei residuati delle esercitazioni. Sono stati predisposti, infatti, una serie di interventi, coordinati con le autorità locali, al fine di completare la pulizia e l’eventuale rimozione di materiale presente all’interno dell’area”. “Tutto – a dire dell’assessore - in piena trasparenza”.

Sarebbero, infine, già state predisposte “linee d'intervento per il monitoraggio a mare dei fondali prospicienti il poligono, che saranno presentate in sede collegiale, conferenza dei servizi, e qualora approvate, costituiranno il riferimento per il piano di monitoraggio a mare. Abbiamo sempre riscontrato la massima disponibilità dei militari a collaborare con le autorità locali, e questo dimostra il loro impegno verso la tutela ambientale”, conclude.

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