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Torricelli: “Un milione speso per i fitti mentre il Comune svende il suo patrimonio”

Il vice presidente del consiglio comunale pone dei quesiti al dirigente del settore Patrimonio di Palazzo Carafa: fari accesi soprattutto sulla convenienza della vendita dell'immobile di via Braccio Martello, ceduto per 1,3 milioni

LECCE –  Il Piano delle alienazioni del Comune di Lecce continua a tenere banco nella discussione politica cittadina. La più grande operazione di smobilitazione del patrimonio comunale prevede, nel complesso, la vendita di 90 cespiti per circa 90 milioni. Nei primi due anni dall’approvazione del piano ne sono stati venduti 39 per oltre 12 milioni di euro. Non si tratta di spiccioli e la difficile situazione finanziaria dell’ente ha contribuito al varo di un provvedimento così ampio.

L’esponente della minoranza e vice presidente del consiglio comunale, Antonio Torricelli, lo ritiene però “sproporzionato nelle varianti urbanistiche e volumetriche, direzionali, commerciali e residenziali, che rischiano di pregiudicare gli equilibri del Piano urbanistico la cui approvazione si allontana ancora e rappresenta, a mio avviso, il più grande fallimento dei governi cittadini di destra”.

Torricelli si chiede come sia possibile includere nell’elenco degli immobili da vendere alcune sedi di uffici comunali – ufficio Tributi di via Palumbo, ufficio Annona di via Braccio Martello, ufficio Urbanistica in viale Marche -, quando la legge regionale numero 5 del 2010 ne prevede l’esclusione se “strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali”. Della questione, l’esponente della minoranza, ha già interessato l’assessorato regionale al Territorio che di recente ha già negato, per una serie di ragioni tecniche, la conformità a dieci lotti, per un valore di oltre 21 milioni di euro.

Secondo il vice presidente del consiglio comunale è paradossale aver deciso l’alienazione di quegli edifici invece che destinarli ad una riorganizzazione generale, posto che il Comune paga dei canoni di locazioni per le sedi della polizia municipale, dei lavori pubblici e dei servizi demografici. Torricelli si rivolgerà nei prossimi giorni al dirigente del settore Patrimonio per avere dei chiarimenti su tre punti: il primo riguarda il mancato incasso, ad oggi, di oltre 5 dei 12 milioni da riscuotere per la vendita di 39 immobili.

Il secondo verte sull’edificio di via Braccio Martello: il consiglio comunale nell’ottobre del 2010 ne approva la variazione della destinazione d’uso in commerciale direzionale, per un valore stimano di 3,2 milioni; successivamente nel Piano delle alienazione 2011-2013 la destinazione viene nuovamente modificato, questa volta in residenziale, per un valore di 2,2 milioni; infine, l’immobile è stato venduto per 1,3 milioni (con un abbattimento notevole sulle stime) alla società Re.De: era proprio necessario “svendere”, chiede Torricelli per il quale sarebbe stato auspicabile rivolgersi all’Agenzia del territorio per un accertamento della stima, in modo da certificare la convenienza economica dell’operazione per il Comune di Lecce.

Il terzo quesito, infine, è sull’edificio ex scolastico di via Palumbo: venduto come residenziale due anni addietro per un valore di 2,4 milioni ad un privato, a che titolo – vuol sapere Torricelli - risulta occupato dall’ufficio Tributi?

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