Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Piano urbanistico: richiesta informativa sui rapporti con l'Università di Genova

Il vice presidente del consiglio comunale, Antonio Torricelli, ha chiamato in causa il sindaco, Paolo Perrone, perché svolga tutte le verifiche sugli atti amministrativi relativi alla collaborazione con il dipartimento guidato dal professor Mosè Ricci

LECCE – Bastano tre lustri per la redazione di un piano urbanistico? Evidentemente non a Lecce dove il vecchio Piano regolatore è scaduto nel 1999. L’amministrazione comunale ha più volte rassicurato sul fatto che l’iter preliminare del Pug è ormai in dirittura di arrivo e che presto la discussione investirà il Consiglio comunale per il via libera finale. Ma intanto cosa è accaduto? Una ricostruzione è quella di Antonio Torricelli, esponente del Pd e vice presidente dell’assise, che con una lettera chiama in causa direttamente il sindaco, Paolo Perrone, perché finalmente vengano definite le regole dello sviluppo urbanistico della città dopo anni di varianti e deroghe e venga svolta "formale verifica ed informativa con riferimento a tutte le delibere, contratti ed accordi che dal 2009, in conseguenza di evidenti ed accertati errori e leggerezze politiche ed amministrative, sono stati annullati".

In primo luogo, per Torricelli, non è attendibile l’annuncio dell’assessore Severo Martini sull’avvio della discussione del progetto di adozione del piano entro il mese di giungo. E questo perché il definitivo incarico di collaborazione con il Dipartimento di Scienze per l’architettura dell’Università di Genova, formalizzato nello scorso ottobre, prevede un termine compreso tra i 12 e i 24 mesi. In secondo luogo l’esponente della minoranza consiliare solleva una serie di interrogativi sui rapporti con l’ateneo ligure che ha rimpiazzato l’Università Federico II di Napoli con la quale la giunta guidata da Adriana Poli Bortone aveva  deciso e deliberato un rapporto di collaborazione che aveva portato, già nel 2004, all’approvazione del Documento programmatico preliminare. Con l’avvento di Perrone si è proceduto alla revoca di quell’incarico, liquidato con 70mila euro e tante pacche sulle spalle, e all’affidamento, senza evidenza pubblica come poi accertato dalla giustizia amministrativa in un contenzioso che è arrivato fino alla Corte Europa di Giustizia, al dipartimento genovese guidato dal professore Mosè Ricci per 298mila euro più Iva e altri 120mila come oneri per cinque professionisti.

Nonostante gli esiti positivi del ricorso presentato dall’opposizione, secondo Torricelli l’amministrazione ha insistito nel suo atteggiamento approvando una nuova delibera (nel settembre del 2013) in cui era prevista la somma di 50mila euro come rimborso spese e quella di 72mila per il finanziamento di borse di studio. Ma nell’ottobre dell’anno successivo è stato lo stesso ufficio legale dell’ateneo ligure a stabilire che tra università e Comune ci poteva essere solo collaborazione gratuita, salvo il rimborso delle spese vive, documentate, ed entro un limite massimo. Cosa si è fatto allora? Si è proceduto alla sottoscrizione di una convenzione che prevede il finanziamento di due assegni di ricerca, di cui uno biennale, per il totale di 70mila euro.

“Per concludere – scrive Torricelli al sindaco - tre delibere su quattro e relativi accordi sono state annullati e quindi l’unica delibera che legittima, sotto l’aspetto giuridico, amministrativo ed economico, il rapporto di collaborazione con l’Università di Genova è quella dell’ottobre del 2014 e per il quale, a gennaio 2015 sono state già anticipate due quote, delle tre previste: a quale titolo è stato quindi erogato l’ulteriore importo di 175mila 645 a fronte di diverse fatture prodotte dal Dipartimento di Scienze per l’architettura  e di Progettazione e Costruzione dell’architettura dello stesso ateneo”?

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