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Traffico e smog, Delli Noci scommette sul filobus e ripensa la mobilità

Il piano alternativo del candidato di “Un’Altra Lecce”: messa a regime dei bus, interscambio e biglietto giornaliero per le corse

LECCE – Una città ingolfata dal traffico e dallo smog, in cui il tenore di vita rischia di colare a picco per colpa di una gestione politica della mobilità urbana tutta da rifare: è questo, in soldoni, il pensiero del candidato sindaco Alessandro Delli Noci sul tema dei trasporti.

Per approfondire il discorso e lanciare la sua idea di un piano traffico alternativo, capace di contenere gli alti livelli di inquinamento da polveri sottili e relativo stress, l’esponente del movimento “Un’Altra Lecce” ha convocato una conferenza stampa alla presenza dell’architetto Sergio Ventura che ha disegnato il progetto. La convergenza, con lui e gli altri esponenti dell’Udc che lo sostengono, è stata raggiunta nella sostanza dei temi e dei problemi che attanagliano storicamente il capoluogo.

Primo tra tutti, il nodo dei parcheggi a pagamento, peraltro introvabili. “Oggi abbiamo presentato un piano per la mobilità urbana già attuabile dal 1° gennaio del 2018 – ha spiegato Delli Noci – che prevede una modifica delle linee urbane al fine di ridurre le attuali sovrapposizioni e lo spreco di chilometri. Attraverso una mobilità a petalo riusciremo ad agevolare la circolazione sia all’interno del centro cittadino, che verso le periferie”.

Più nel dettaglio, il filobus verrà utilizzato per consentire i collegamenti cittadini ed i bus urbani serviranno ad agganciare i comuni limitrofi: “In questo modo elimineremo il vecchio concetto di circolare e ci affideremo ad un percorso semi radiale. Per il finanziamento, non chiederemo un solo euro di finanziamento alla Regione Puglia”.

“Il Comune di Lecce per sostenere il trasporto pubblico spende complessivamente 600mila euro – ha aggiunto l’ingegnere Ventura – e deve far fronte ad una invasione di 40 mila auto al giorno. L’idea del filobus e della creazione di un’area metropolitana serve proprio a contenere questi numeri. Il nostro impegno è di attuare il piano traffico entro 6 mesi, collegando immediatamente anche i Comuni limitrofi e le marine leccesi”.

L’idea di fondo è quella di mettere a regime il sistema di trasporto pubblico già esistente: non è quindi necessario né previsto l’acquisto di ulteriori bus urbani.  Chiara anche la posizione sul famigerato filobus, nodo centrale della campagna elettorale, finito nuovamente al centro di polemiche, proclami ed ipotesi di smantellamento: “Siamo tutti d’accordo che l’infrastruttura è brutta e non piace, ma esiste ed è stata finanziata con fondi comunitari che appartengono ai cittadini – ha chiosato -.  Il filobus, in molte tratte, gira a vuoto, così come accade per i mezzi pubblici ordinari. Tuttavia i dati reali sul costo del filobus che abbiamo fornito sono molti diversi da quelli diffusi dagli altri candidati sindaco ed il Comune spende circa un terzo rispetto a ciò che si è detto”.

Smontare tutta l’impalcatura, tuttavia, costerebbe più che metterla a regime: “Vi è già stato un grande spreco di soldi pubblici e smantellare il filobus costerebbe ulteriori 3 o 4 milioni di euro: a questo punto è più logico e sensato provare a farlo funzionare come si deve, rendendolo efficiente ed incentivando i cittadini a non usare mezzi propri per spostarsi”. Tra gli incentivi previsti, Delli Noci elenca il piano per i parcheggi cittadini di interscambio, che sarà presentato a breve, e l’introduzione del biglietto per le corse urbane giornaliero.

 “L’hinterland di Lecce si sta progressivamente svuotando – ha aggiunto l’avvocato Alessandro Favale in conferenza stampa – e questo crea un problema di spazio in città: un esempio è offerto da quartiere di Santa Rosa, dove ha sede il tribunale, che ogni giorno viene preso d’assalto e violentato. Non è questa la città che vogliamo: la politica ha il dovere di gestire correttamente quest’enorme flusso di persone e lavoratori che si riversa quotidianamente nel cuore di Lecce”.

“La mobilità è un bene pubblico e sociale che non deve generare utili: una città che batte cassa con le multe e sostiene in questo modo la sua economia, non è sostenibile e a misura di cittadino”, ha concluso Delli Noci.

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