Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Traliccio di via Taranto, tre assessori saltano la commissione Urbanistica

Nel 2004 la prima raccolta di firme, ma le successive verifiche tecniche hanno escluso conseguenze per la salute. Il comitato popolare "Nuova Rudiae" vuole però che una risposta chiara alla richiesta di smantellamento arrivi dal consiglio comunale

il traliccio in via Taranto.

LECCE – Sono trascorsi nove anni da quando è stato costituito il “Comitato popolare a difesa dall’irradiamento di onde elettromagnetiche”. La prima battaglia, supportata da oltre 600 firme, fu la sollecitazione rivolta al sindaco di allora, Adriana Poli Bortone, per rimuovere un ripetitore di una compagnia di telefonia mobile, dal traliccio di via Taranto, che da decenni ritrasmette il segnale di alcune frequenze radiotelevisive. E che, si teme, possa essere potenzialmente nocivo per la popolazione della zona, negli anni cresciuta esponenzialmente, e soprattutto per i bambini.

Nel 2008 il consiglio della IV circoscrizione, Rudiae – Ferrovia, ha dato poi parere favorevole allo smantellamento, ma il consiglio comunale non si è mai pronunciato sulla vicenda. Le verifiche effettuate nel tempo hanno del resto sempre escluso conseguenze per la salute anche se le rassicurazioni sono state sufficienti ad appianare tutti i dubbi, tanto che più volte se ne è discusso a Palazzo Carafa. D’altra parte, il 7 maggio del 2011, un medico del 118 intervenuto per una chiamata di soccorso in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, non lontano da via Taranto, non poté effettuare l’elettrocardiogramma on-line certificando il disturbo provocato dagli eccessivi campi elettromagnetici della zona.

Oggi, in commissione Urbanistica, il comitato popolare “Nuova Rudiae” – attraverso l’ex consigliere circoscrizionale Leo Ciccardi -, è tornato sulla vicenda per chiedere che di quel traliccio si discuta in consiglio comunale, dove ciascuno dovrà assumersi pubblicamente le proprie responsabilità e dare una risposta chiara, in un senso o nell’altro, ai cittadini.

Alla seduta della commissione erano stati convocati anche tre assessori della giunta: Messuti (Lavori Pubblici), Martini (Urbanistica) e Guido (Ambiente). I rappresentanti del governo non si sono presentati, né hanno mandato tecnici dei rispettivi uffici, e così la discussione si è articolata tra i consiglieri presenti. La richiesta di portare l’argomento in consiglio è stata di fatto accolta, ma i commissari hanno messo a verbale  la volontà di acquisire prima l’iter autorizzativo (eventualmente anche alla Rai, proprietaria del traliccio) oltre alla mappatura di tutti gli impianti presenti in città. Gli ultimi dati, che risalgono al 2011, indicano l’installazione di circa 200 ripetitori.

I consiglieri presenti sono parsi tutti favorevoli all’individuazione nel nuovo piano urbanistico in zone periferiche delle cosiddette “aree tecnologiche”, in modo da liberare zone della città oggi densamente popolate e quasi centrali dai tralicci e dai ripetitori. 

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