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Mercato in via Bari, stretta sui tempi. Ma il Comune non è ancora proprietario dei suoli

Il consigliere del Pd, Antonio Rotundo, ricorda all'amministrazione la necessità di eseguire la sentenza del Consiglio di Stato che ha imposto nove mesi addietro la restituzione dei terreni all'ex Iacp oppure il trasferimento a titolo oneroso

L'area di via Bari.

LECCE – L’amministrazione stringe i tempi per trasferire il mercato bisettimanale in via Bari, ma il Comune di Lecce non è proprietario dell’area. Lo ricorda il consigliere del Pd, Antonio Rotundo, richiamando la sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha condannato Palazzo Carafa a restituire i suoli all’ex Iacp dal quale li aveva ricevuti perché venissero utilizzati per edilizia residenziale pubblica.

Ma così non è stato e l’attuale Arcasud Salento ha chiesto di ritornare in possesso dei terreni oppure di riscuotere un corrispettivo. Per i supremi giudici amministrativi, in effetti, si tratta di “occupazione abusiva di area di proprietà altrui” che può essere sanata solo con un provvedimento che però dopo nove mesi non ha ancora visto la luce.

Ecco perché l’esponente del Partito democratico si meraviglia della stretta annunciata dalla giunta che intende ottenere il via libera dal prossimo consiglio comunale sulla nuova perimetrazione dell’area.  Rispetto alle previsioni originarie, infatti, che volevano 293 stalli sullo stesso terreno, si è deciso in seguito alle proteste degli ambulanti per il poco spazio ricevuto di dislocarne 58 poco lontano: 31 su via Bari e 27 nell’area, di proprietà comunale, attigua alla scuola materna. Secondo Antonio Torricelli, anch’egli del Pd, sarebbe stato meglio che tutti gli stalli in eccesso rispetto all’area principale venissero sistemati sul retro della scuola, in modo da non intralciare la viabilità della zona.

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