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Trasparenza amministrazione, è scontro. Centrosinistra accusa, Leucci “smorza”

L'opposizione "extra consiliare" di Botrugno accusa il governo cittadino della mancata pubblicità alla convocazione del consiglio comunale di fine maggio. Il sindaco replica: "Un problema tecnico, lavoriamo alla luce del sole"

BOTRUGNO - È di nuovo polemica politica a Botrugno, tra il centrosinistra extra consiliare e la maggioranza di governo: in una nota ai cittadini, i componenti del Partito Democratico, del Psi e di Sinistra Ecologia e Libertà puntano l’attenzione sulla mancata “trasparenza” dell’amministrazione comunale, giocando la propria accusa sull’assenza di comunicazione in merito alla convocazione dell’ultima assise consiliare.

“Purtroppo – scrivono dal centrosinistra - ci troviamo nuovamente a denunciare l’ennesimo atto di non curanza e arroganza di chi amministra il nostro paese. Nessun botrugnese è a conoscenza che in data 31 maggio 2012 è stato convocato il consiglio comunale; infatti, nessun manifesto è stato affisso sulle bacheche, non è stata fatta nessuna comunicazione sul sito del comune e nessun avviso è stato pubblicato all’albo pretorio”.

“È troppo facile – commentano con forza - dare la responsabilità ai dipendenti comunali preposti, quando chi ci amministra opera molto spesso in maniera subdola per sistemare al meglio le cose di pochi; oltretutto vi è una costante abitudine a non partecipare ai consigli da parte di molti consiglieri, ed è costume di quest’amministrazione non rendere pubblici gli atti che altri comuni lasciano visibili sul loro sito per lunghi periodi”.

“Chiediamo – puntualizzano in conclusione – un rispetto delle norme e delle leggi vigenti in democrazia, senza vederci costretti ad intraprendere altre vie”.

Il sindaco, Mauro Leucci, raggiunto telefonicamente sminuisce le accuse di assenza di trasparenza: “L’episodio è stato dovuto alla dimenticanza del funzionario addetto alla pubblicazione dei manifesti, ma non c’era dietro alcuna volontà di nascondere l’attività amministrativa. Viviamo in una piccola realtà e siamo sotto gli occhi di tutti, quindi, non vedo alcun pericolo in ordine alla trasparenza”.

“Comprendo bene – prosegue – che, dalla parte avversa, si cerchi di puntare l’attenzione su questi errori, lo faremmo anche noi se fossimo al loro posto, probabilmente. Quello che non condivido, semmai, è il dover insinuare che ci sia dietro a queste situazioni la volontà di nascondere la nostra attività: operiamo alla luce del sole, gli atti sono ufficiali, pubblici e consultabili da tutti i cittadini”.

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