Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Trattoria nei giardini di Palazzo Comi a Lucugnano. Scoppia la polemica

Il plesso nella frazione di Tricase che ospita il museo dedicato al celebre poeta salentino, di proprietà della Provincia, oggetto di una convenzione discussa. Giovani Democratici alzano la voce: "Spregio nei confronti del simbolo"

Comi (Foto dal sito istituzionale del comune di Tricase)

TRICASE – Il “roseto dei poeti” che diventa la patria di “rosati” e di buone forchette. Nel Salento, dove la “mistica della sagra paesana” comanda, non senza aspetti piuttosto discutibili, “tutto è cultura”, come direbbe ironicamente nel verso della sua celebre ballata musicale il cantore di Tuglie, Mino De Santis. E proprio nel Salento, nel basso Salento per la precisione, può accadere che nella semplificazione del concetto di “cultura” anche le istituzioni facciano scelte ritenute “contestabili”.

Accade a Lucugnano, dove Palazzo Comi, di proprietà della provincia e sede della biblioteca provinciale “Girolamo Comi” e dell’omonimo museo, in cui sono custodi gli scritti del celebre poeta salentino, diventa protagonista di una convenzione stipulata tra Palazzo dei Celestini ed una trattoria per l’occupazione dei giardini del plesso. Del resto, si sa, degustare i piatti prelibati della tradizione salentina in un luogo prestigioso accresce il valore “culturale”. Ed anche alle polpette si può affiancare l’aggettivo “culturali”.

La scelta dell’amministrazione provinciale di Lecce, però, non piace ad alcune associazioni del luogo, così come ai consiglieri di opposizione del Pd, che, in sede di discussione, avevano già espresso perplessità in merito. Oggi, ritornano sulla questione i Giovani democratici che ritengono come la decisione della amministrazione di Gabellone riveli ancora una volta “una preoccupante inadeguatezza rispetto ad una seria attività di coordinamento e programmazione delle politiche culturali e di salvaguardia del patrimonio storico e ambientale”.

“In coerente linea con questo ormai cronico deficit di elaborazione di una visione complessiva di modello socio-economico da offrire e condividere con gli attori sociali del territorio e con l’intera comunità salentina – dichiarano in una nota -, si colloca la convenzione stipulata tra l’ente di Palazzo dei Celestini e una trattoria per l’occupazione dei giardini di Palazzo Comi di Lucugnano (Tricase)”.

I Giovani democratici del Salento esprimono la propria ferma contrarietà rispetto alle determinazioni adottate dalla Provincia. “Condividiamo l’indignazione espressa da numerose associazioni, istituzioni e operatori culturali del territorio- afferma il segretario provinciale dei Gd, Luciano Marrocco - e invitiamo l’amministrazione, in particolare il presidente e l’assessore alla cultura, a promuovere maggiore coinvolgimento nell’elaborazione dei progetti a breve, medio e lungo termine inerenti la promozione e la cura dei beni comuni”.

Quel palazzo, secondo i membri dei Gd, deve rimanere luogo di studio, di ricerca, di memoria storica e di socialità culturale e deve offrire spunti di riflessione ad una platea sempre maggiore di cittadini salentini e non, preservandone l’integrità artistica e favorendo l’ambiente adatto a questa nobile funzione.

Sulla vicenda si esprime anche il vicesegretario dei Gd del Salento, Manuel De Carli: “Via i mercanti dal tempio! Sono inorridito per l'ennesimo spregio perpetrato a danno di uno dei più significativi simboli del nostro tesoro culturale. Cenacolo di avanguardia letteraria, Palazzo Comi ha dato radici e linfa all'albero dell'accademia salentina”.

“Il roseto dei poeti – spiega - vuole significare la volontà di radicarsi di una meravigliosa pagina di Storia del Novecento scritta dalla prospettiva del Sud: non si permetta che quel roseto venga sciupato da atteggiamenti irrispettosi della sacralità dei nostri beni comuni, materiali e immateriali”.

La palla passa, dunque, all’amministrazione provinciale. Ma ormai il concetto di cultura resta un fatto soggettivo. Sempre De Santis cantava che “Tutto è cultura, puru ci cangia la temperatura”. Ed, infatti, non è un caso che per dare un nome al caldo di queste settimane si siano riesumati nomi pescati nelle letterature classiche. Fa davvero cultura.

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