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Trenitalia e tagli: "Il Grande Salento faccia sistema"

Il presidente Giovanni Pellegrino: "Occorre fare sistema fra le province per risolvere il problema". Antonio Maniglio: "Già risolte alcune tratte. Ma Congedo e Mantovano chiedono concretezza "scritta"

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"La voce delle assemblee si unirà a quella delle forze sociali, delle Camera di commercio e dei singoli rappresentanti delle istituzioni salentine. Aggiungeremo forza ad un confronto non facile con il Governo centrale e Trenitalia". Ha commentato così il presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, la lunga seduta del consiglio provinciale monotematico sul taglio dei treni. "Basta fermarsi un attimo alla stazione ferroviaria di Roma - ha aggiunto - per capire le grandi differenze tra i treni diretti al Nord d'Italia e quelli per il Sud. Si dice che questo risponde ad una logica di mercato. Questo mi fa ripensare alle perplessità che sollevai personalmente quando si discusse la trasformazione di alcuni enti pubblici in società per azioni, pensando che questo sarebbe bastato a risolvere il problema. Quella decisone si rivelò illusoria. Il mercato ha tempi lunghissimi, la politica, invece, deve dare risposte concrete ed in breve tempo. In questo momento trovo un inutile esercizio interrogarsi sul colore delle responsabilità". Secondo Pellegrino, per risolvere il problema, "occorre fare sistema, raccordarsi con le Province di Brindisi e Taranto e con le forze sociali operanti in questi territori". E per questo, il Consiglio provinciale all'unanimità ha dato mandato al presidente Pellegrino, insieme agli altri presidenti delle Provincia di Brindisi e Taranto, di affiancare il presidente della Regione Nichi Vendola nell'incontro insieme alla delegazione parlamentare del Salento.

E intanto, secondo Antonio Maniglio, presidente del gruppo consiliare dei Democratici di sinistra alla Regione, "le iniziative assunte nel Salento hanno trovato accoglienza positiva a Bari e Roma. E siccome pare che ci sia una specie di gara tutta interna al centrodestra ad agitarsi in maniera sconclusionata, è bene ricordare che il Consiglio regionale ha discusso del tema "tagli ai treni" solo perché il capogruppo Ds-Ulivo ha proposto un ordine del giorno per contestare Trenitalia e intervenire sul governo nazionale". Maniglio puntualizza dunque che "in virtù di quella discussione fu proprio Vendola ad assumersi l'incarico, di forte valenza istituzionale, di interessare direttamente Prodi per dire con chiarezza che la Puglia e il Salento non potevano subire scelte marginalizzanti". E alla luce di tutta la discussione che ne è venuta fuori, ora fa leva sul fatto che "i primi risultati sono già arrivati: il Venezia-Lecce, il Bolzano-Lecce, il Milano-Taranto-Crotone e viceversa, sono stati già ripristinati prima dell'inizio della discussione sulla finanziaria e su improbabili emendamenti sventolati ai quattro venti. Adesso rimane il Lecce-Roma delle 17 e il Roma-Lecce delle 7.38", aggiunge. "E noi non abbassiamo la guardia. Continueremo a batterci perché gli impegni assunti dal ministro Bianchi a reperire ulteriori 104 milioni per non cancellare le corse tagliate da Trenitalia nel mezzogiorno (e non solo) siano mantenuti e che l'insieme dei collegamenti in partenza e in arrivo a Lecce non subisca modifiche".

Cauto il giudizio del centrodestra, che chiede maggiori garanzie. Dopo il consiglio provinciale di oggi, il senatore Alfredo Mantovano ed il consigliere Saverio Congedo dicono di aver "ascoltato con attenzione le assicurazioni fornite oggi dal sottosegretario Maritati in ordine all'interesse del Governo nazionale per mantenere le linee ferroviarie del Sud della Puglia, delle quali Trenitalia ha programmato il taglio" e si dichiarano "lieti che la stessa Trenitalia abbia confermato verbalmente tale orientamento. Perché il risultato sia certo, ribadiamo tuttavia la necessità, in parallelo al canale istituzionale avviato, di un contatto diretto e celere fra una delegazione del territorio, che ben potrebbe essere guidata dal sen. Maritati, e il vertice di Trenitalia, in modo da trasferire le assicurazioni dalle parole allo scritto. Finora il solo scritto di riferimento è il nuovo orario dei treni, che registra le soppressioni delle tratte in discussione, e non il loro reinserimento. Pur restando in piedi il binario dei nuovi fondi da reperire con la Legge finanziaria e con le pressioni della Provincia e della Camera di commercio di Lecce, l'altro binario, teso a ottenere garanzie tangibili e concrete, non va abbandonato. In fondo, il doppio binario è stata una conquista storica per i salentini".

"Sulla questione dei trasporti non si può fare il gioco delle tre carte". Questo il pensiero di Ugo Lisi, deputato di Alleanza nazionale. "In tempi non sospetti, circa un mese e mezzo fa, e precisamente in data 10 ottobre, il sottoscritto insieme all'onorevole Pepe di Foggia ha effettuato un'interrogazione al sottosegretario ai Trasporti onorevole Gentile per chiedere che intenzione avesse in merito allo stato di abbandono non soltanto dei trasporti pugliesi in generale, ma di quelli salentini in particolare. Scrivevamo nell'interrogazione che era necessario che da un lato il Governo facesse pressione su Trenitalia e dall'altro stanziasse una cifra tra i 120 e 130 milioni di euro per i prossimi anni al fine di potenziare il trasporto nella nostra regione e soprattutto nel Salento".

"Dinanzi a tali e circostanziate richieste - prosegue Lisi - il sottosegretario ai Trasporti del Governo Prodi, l'onorevole Gentile ha risposto con argomentazioni vuote e tecnicistiche che gli sono valse la risposta risentita, a nome di tutto il popolo pugliese e salentino, del capogruppo di Alleanza nazionale in Commissione trasporti, onorevole Nespoli. E' adesso giunto il momento di passare dalle parole ai fatti ed il Governo deve spiegare in tempi rapidissimi come intende affrontare e risolvere questa situazione gravissima poiché il Salento non può restare tagliato fuori dal mondo degli scambi di persone e di merci per l'incapacità di Prodi e company di adempiere al loro ruolo".

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