Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Trenitalia: Maritati becca Mantovano, Lisi si difende

Diverse le risposte giunte a seguito dell'assenza di parlamentari e senatori alla riunione di ieri presso la Camera di commercio per discutere del taglio dei treni. E Maritati attacca Mantovano

Le reazioni del mondo politico alla proposta di Alfredo Mantovano ed alla riunione di ieri presso la Camera di commercio sono state diverse e variegate. Il sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati si dice sorpreso: "Il senatore Mantovano avrebbe sollecitato, ponendosi alla testa, la nascita di un movimento rivoluzionario. La storia si ripete, come viene raccontato anche in questi giorni nelle sale cinematografiche con il film i Viceré: gli esponenti del pensiero conservatore e reazionario diventano facilmente capitani della (apparente) rivoluzione. La domanda nasce spontanea - prosegue Maritati -: ma il senatore, al pari dei suoi colleghi di centrodestra, cosa ha fatto nei cinque anni di governo in favore del Mezzogiorno, in favore delle infrastrutture che bloccano il nostro sviluppo, in favore delle Ferrovie dello Stato?"

"Hanno lasciato che andassero sempre più a fondo, incapaci di attuare sia una politica liberista, una politica di privatizzazioni, sia una politica di intelligente risanamento. Erano ben altre le loro preoccupazioni. E' comodo oggi mettersi alla testa di manifestazioni demagogiche, quando vengono al pettine i nodi di problemi lasciati incancrenire per anni disinvoltamente, volutamente e colpevolmente. Non è questione infatti di pochi milioni - prosegue Maritati -, né solo dei treni che vengono strappati al Salento. E' in discussione l'intero piano industriale delle Ferrovie, stanno saltando numerose tratte nel Sud e nel Nord dell'Italia. Siamo chiamati tutti in causa, dovremmo tutti impegnarci nella stessa direzione".

Maritati ricorda di non aver potuto partecipare all'incontro presso la Camera di commercio "non certo perché ero a spasso oppure intento a curare la salvaguardia della mia poltrona. Per rispetto nei confronti dei cittadini e per rispetto verso me stesso non posso tollerare quindi che sia messo in discussione il mio impegno. Pur oberato dagli impegni di governo, per problemi gravi che riguardano l'intero il Paese, ho tenuto continuamente i contatti con tutti coloro che avrebbero potuto contribuire a cambiare le decisioni gravissime delle Ferrovie. E continuerò a farlo. Perché a me interessa solo provare a risolvere concretamente i problemi, anche quando sembrano giganteschi e irrisolvibili".

"Vista la piega sensazionalistica che ormai sta per prendere il dibattito sulla crisi dei trasporti nel nostro Salento, dove ormai sembra essere più importante l'appello degli assenti o dei presenti all'odierno incontro organizzato dal presidente della Camera di commercio, piuttosto che l'impegno reale nelle sedi istituzionali che contano, mi preme far presente alla comunità salentina che il sottoscritto ha provveduto, nei giorni scorsi, ad effettuare un'interrogazione al ministro competente per fare in modo che il Governo metta le risorse necessarie per costringere le compagnie aeree e ferroviarie a non tagliare i voli e le tratte ferroviarie che uniscono il nostro territorio al resto d'Italia e d'Europa". Così invece Ugo Lisi, di Alleanza nazionale, anche lui piccato dalle polemiche per la mancanza di parlamentati e senatori alla riunione.

"Non solo - prosegue - mi sono attivato con spirito bipartisan a promuovere un tavolo di confronto con tutte le associazioni di categoria per risolvere alla radice una problematica seria dalla quale dipende lo sviluppo concreto del Salento. Quanto ad oggi (ieri, Ndr), per ciò che conta, faccio presente che importanti e delicate questioni di famiglia mi hanno costretto a non partecipare all'incontro. Ritengo tuttavia che la salute di un proprio caro sia una priorità altrettanto importante. Invito chiunque, di conseguenza, a non strumentalizzare genericamente le assenze o le presenze, ma darsi realmente da fare nelle sedi deputate ad affrontare una questione così delicata che, ripeto per l'ennesima volta, non ha necessita di futili polemiche".

Ironica, invece, la considerazione di Luigi Coclite, capogruppo de "La Città" in Consiglio comunale: "Un vecchio adagio popolare invita a non perdere quei "treni" che passano solo una volta nella vita. In politica il senso espresso dal celebre detto si carica di un'aggravante: le occasioni non colte da un rappresentante di qualsivoglia assemblea sono sintomo di cecità e negligenza. Ebbene, se parlamentari, assessori regionali e presidenti di Provincia ritengono di disertare il vertice odierno (di ieri, Ndr) tenuto presso la Camera di Commercio di Lecce sulla soppressione di importanti tratte ferroviarie da e per il Salento, costoro non fanno che dimostrare una sconcertante assenza di attenzione. Ancor più grave quando i rappresentanti in oggetto sono espressione della maggioranza di governo e dunque primo veicolo di comunicazione delle istanze del territorio presso l'esecutivo. Il taglio operato da Trenitalia - dice Coclite - contribuisce a isolare ulteriormente il Salento e a deprimerne le speranze di crescita economica. Il gruppo consiliare de "La Città" si unisce al grido d'allarme che si leva dal territorio e auspica un immediato cambio di rotta. Se non ci saranno risposte, ogni azione, anche la meno diplomatica, sarà inevitabile e doverosa.

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