Trevisi contro la centrale a biometano: "Troppo vicina alle abitazioni"

Il consigliere pentastellato ha annunciato un'interrogazione in Regione Puglia per far chiarezza sul progetto dell'impianto previsto a Calimera

CALIMERA – Il fronte di opposizione al progetto della centrale a biometano, che dovrebbe sorgere a Calimera, non si è ancora schierato. Ma già cominciano le prime perplessità intorno alla possibilità di realizzare un impianto di quel tipo a poche centinaia di metri dal centro abitato.

I dettagli del progetto presentato da Newcoenergy srl - ramo d’azienda della Ternienergia Spa società che, dopo aver depositato un progetto per realizzazione di una centrale a biogas, ora propone una variante tramite una sua controllata – non sono ancora noti e manca il sigillo dell’ufficialità.

Sulla vicenda si è già mosso, però, il consigliere regionale pentastellato, Antonio Trevisi, che ha voluto giocare d’anticipo: “A breve depositerò un’interrogazione indirizzata all’assessore all’Ambiente, Domenico Santorsola, per capire quali misure intenda prendere per tutelare i cittadini considerato che il sito individuato per la costruzione della centrale è troppo vicino al centro abitato, quindi non è idoneo, ha annunciato lui.

Trevisi, al termine di un incontro con il MeetUp cinquestelle della cittadina della Grecìa Salentina durante il quale  sono state individuate tutte le criticità del progetto, ha spiegato che il problema di maggior rilevanza riguarderebbe proprio la scelta del sito. “La realizzazione di centrali di questa tipologia può essere pensata solo in contesti industrializzati e, comunque, sempre a debita distanza dai centri abitati. Questo perché nel caso di un problema nel funzionamento della centrale ci sarebbe poco da fare – puntualizza il consigliere - oltre alla questione, non di poco conto, degli odori nauseabondi che pregiudicherebbero la qualità della vita dei cittadini esiste il rischio che il biodigestato possa finire in discarica”.

Trevisi, componente della V commissione Ambiente della Regione Puglia, rileva inoltre che a Calimera esiste già un impianto a biomasse basato su una tecnologia differente (combustione), contro il quale la popolazione ha vivamente e lungamente protestato in passato.

“Esistono altre soluzioni per il trattamento dei rifiuti organici - incalza lui - che tutelano la qualità della vita e la salute  dei cittadini, ad esempio il compostaggio domestico e quello di prossimità, che azzerano i costi di gestione e di smaltimento dei rifiuti – aggiunge -. In contesti urbani più grandi si potrebbe pensare a degli impianti aerobici a gestione pubblica. L'agenzia regionale dei rifiuti si è mostrata, di recente, assolutamente contraria agli impianti a gestione privata, tanto da bloccarne gli iter autorizzativi per evitare il proliferare di cartelli che eleverebbero il prezzo di smaltimento. Questo tipo di speculazione avviene soprattutto in casi di strutture a digestione anaerobica, del tutto simili a quella che si vuole realizzare a Calimera”.

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La stessa amministrazione comunale di Calimera ha avanzato qualche perplessità rispetto al progetto, almeno stando alle recenti dichiarazioni del vicesindaco, Antonio Montinaro. “Se tali propositi corrispondono a reali volontà politiche - conclude Trevisi - propongo che l'amministrazione, insieme al meetup cinquestelle di Calimera, organizzi un incontro pubblico nel quale approfondire la questione, per informare i cittadini e tutelare la loro salute”.

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