Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

"Tu, donna, partorirai con dolore". Il Pd batte i pugni

Dal 1 luglio sospeso il servizio di parto-analgesia. Immediata la richiesta al nuvo direttore sanitario Mellone, alla Regione e al ministero di ripristinare gratuitamente un servizio fondamentale

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LECCE - A partire da ieri è stato sospeso il servizio di parto-analgesia, il parto indolore, all'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce, ma i motivi di questa decisione, per la quale non ci sarebbe ancora alcuna disposizione ufficiale, restano un mistero. Sta di fatto che negli orari degli anestesisti non comparirebbero più le prestazioni per il servizio. Lo comunicano Teresa Bellanova, parlamentare, e la consigliera comunale Paola Povero, entrambe del Partito democratico.

"Noi avevamo già da tempo lanciato questo allarme anche con un'interrogazione parlamentare, rimasta senza risposta. Si era già avviato un percorso per porvi rimedio, ma oggi questo percorso subisce un brusco stop a causa dell'avvicendamento, deciso dalla Regione, alla guida dell'Asl di Lecce" (dove è stato appena nominato direttore generale Valdo Mellone), scrivono le esponenti democratiche.

Immediata la richiesta di ripristino del servizio gratuito, differenziata per ambito di competenza: "Al nuovo manager della sanità leccese chiediamo di procedere ad una verifica dei carichi di lavoro degli anestesisti in servizio nel nosocomi, con lo scopo di procedere ad una riorganizzazione del lavoro che possa riconoscere a questo servizio un ruolo tra le priorità".

"Alla Regione Puglia, chiediamo di trovare il modo per ripristinare quei fondi che in passato erano stati stanziati, per garantire la gratuità questa prestazione. Al ministero, infine, chiediamo che la parto-analgesia venga reintrodotta tra i "Livelli essenziali di assistenza), come l'allora ministro Livia Turco aveva fatto nel 2008, dai quali è stata esclusa a causa dei noti tagli lineari, cardine della filosofia tremontiana".

La tecnica del parto indolore è importante per due fondamentali motivi: da un lato riduce al minimo il dolore, dall'altro facilita il parto stesso perché lascia alla donna partoriente la possibilità di collaborare al suo espletamento. Per questo rappresenta un servizio, al contempo, di alta qualità e di civiltà umana. "Non vorremmo che a Lecce - concludono Bellanova e Povero - si tornasse a quel triste passato in cui solo le donne abbienti si potevano permettere il lusso del parto indolore".

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