Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

L'Udc compatto con Cariddi: "Porto turistico progetto compatibile con l'ambiente"

Ieri, in una conferenza stampa, il partito ha espresso la propria posizione forte e chiara: “La macchina burocratica deve essere di sostegno al cittadino e non deve ostacolare la libera impresa”. Sì, quindi, alla richiesta al governo Renzi d'inserire il progetto nel decreto sblocca Italia

LECCE - “Le comunità locali hanno il diritto di autodeterminarsi: il porto turistico di Otranto deve essere realizzato in tempi brevi, certi che sarà un sicuro volano per lo sviluppo economico del territorio idruntino e dell’intero Salento”. 

E’, in sintesi, la posizione assunta dall’Udc di Puglia. Ieri, a Lecce, una conferenza stampa sull’argomento s’è svolta nella sede di via 95° reggimento Fanteria. Erano presenti, tra gli altri, il coordinatore regionale, Salvatore Ruggeri, il capogruppo di via Capruzzi, Salvatore Negro, il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, i responsabili provinciali e gli amministratori salentini del partito. 

L’iniziativa segue quella del primo cittadino idruntino e della società romana Condotte d’acqua Spa, che il 30 maggio scorso, dopo il “niet” incassato nel corso della conferenza dei servizi convocata presso gli uffici regionali dell’Ecologia, hanno chiesto al Governo Renzi di inserire il porto turistico di Otranto nell’elenco del decreto sblocca Italia finalizzato a ridare slancio infrastrutture in attesa di essere messe in cantiere da decenni.

Durante quella seduta, si era registrata, fra l’altro, la posizione contraria della Cgil regionale, ribadita anche di recente in una nota stampa, in cui il sindacato ha espresso l’idea che “la creazione di nuova occupazione deve provenire da un modello di sviluppo che non sia devastante per il territorio”. 

L’Udc, invece, s’è schierato compatto con Cariddi, sostenendo che “la macchina burocratica deve essere di sostegno al cittadino e non deve ostacolare la libera impresa”, come sottolineato dal capogruppo regionale, Negro. 

“Il porto di Otranto – ha detto ancora - è una struttura attesa da oltre trent’anni e non può essere fermata da qualche burocrate che esprime un parere soggettivo vincolante alquanto discutibile, contrario a numerosi altri pareri favorevoli”. Il riferimento è in particolare alla Sovrintendenza, secondo cui l’opera non sarebbe compatibile con il “contesto territoriale plurivincolato”. 

Di tutt’altro avviso l’Udc, per il quale il porto è “un’opera compatibile con l’ambiente”. “Tra l’altro – ha aggiunto Negro - gli amministratori locali hanno sempre dimostrato grande sensibilità e attenzione come dimostra anche il riconoscimento continuo, per anni, delle 5 vele di Legambiente e Touring Club o la Bandiera blu di Fee”. 

“Da tempo in Regione siamo impegnati nella costruzione di una burocrazia che accompagni il cittadino e non lo ostacoli come ha fatto in questi anni - ha concluso -. Sicuramente questo sarà un elemento determinante nella costruzione delle nuove alleanze di governo nella prossima primavera”.

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