Mega appalto per i rifiuti: uffici negano acquisizioni di polizia giudiziaria

Nel corso della commissione Controllo, il dirigente dell'Avvocatura e quello del settore Ambiente hanno smentito recenti "visite" nell'ambito di un fascicolo che sarebbe stato aperto dalla procura. La raccolta dei rifiuti è al centro di un contenzioso

Al centro Maria Luisa De Salvo, a sinistra Fernando Bonocuore, a destra Paolo Cairo.

LECCE – Non ci sono state acquisizioni di polizia giudiziaria - almeno negli uffici legali, nel gabinetto del sindaco e presso l'ufficio Ambiente - per quanto riguarda la procedura di affidamento della raccolta dei rifiuti nella città di Lecce. Lo ha dichiarato questa mattina Controllo la responsabile dell’Avvocatura, Maria Luisa De Salvo e lo ha confermato il dirigente del settore Ambiente, Fernando Bonocuore, intervenuti nella seduta della commissione Controllo (presidente Antonio Rotundo) convocata per questa mattina.

Il più grande appalto nella storia di Lecce – 121 milioni di euro per 9 anni – è diventato oggetto di un complicato contenzioso amministrativo e, secondo alcuni organi di stampa, anche di un fascicolo aperto presso la procura della Repubblica.  Intanto, la prima conseguenza pratica della querelle giudiziaria è che si è in forte ritardo sull’aggiudicazione del servizio dal quale dipende l’avvio di una nuova fase della raccolta dei rifiuti, legata al porta a porta e alla differenziata spinta.

Il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso della ditta seconda classificata, la Monteco, capovolgendo l’orientamento del Tar di Lecce che aveva invece ritenuto legittima la gara e quindi l’esito positivo per Axa ed Ecotecnica, che ad oggi gestiscono in proroga il servizio. Ma l’incertezza non giova di certo alla cittadinanza e al salto di qualità comunque atteso dal prossimo regime di gestione ordinaria.

Ha presentato ricorso anche la società terza classificata: e il punto focale della questione contestato è proprio quello che ha portato alla sentenza del supremo organo della giustizia amministrativa, cioè la presunta mancanza di un responsabile tecnico, figura invece obbligatoriamente prevista.

Secondo l’avvocato De Salvo “si discute di un principio giuridico, da quando assume efficacia la figura del responsabile tecnico”. Su questo passaggio invece i consiglieri Paolo Cairo, che aveva richiesto la commissione, e Antonio Torricelli pensano invece che non ci si sia molto da aggiungere: anche alla luce del parere del consulente esterno al quale l’amministrazione si è rivolta, il Comune dovrebbe astenersi dal firmare il contratto definitivo.

L’amministrazione comunale, dopo una sorta di paralisi, si è tuttavia orientata per procedere all’affidamento a Monteco, e il dirigente ha firmato la relativa determina. Ora la parola tocca nuovamente al Tar di Lecce che il 4 o il 5 di febbraio discuterà due richieste di sospensiva. La prima è quella della società terza in graduatoria, la seconda quella di Axa e Monteco secondo i cui legali la gara non si sarebbe potuta bandire alla luce della normativa regionale in materia.

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Se ci fosse una pronuncia di rigetto allora il Comune potrà decidere di procedere alla firma oppure attendere la successiva discussione di merito da parte dei giudici amministrativi. 

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