Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica Nardò

Uffici del Giudice di Pace troppo stretti. Niente fondi

La sede precaria di via Crispi non è ancora stata trasferita nel nuovo Tribunale. NuovoCorso per Nardò chiede conto al Comune. La replica: "Progetto ok, ma manca il finanziamento del Ministero"

Forse per dirimere la questione, che oltre ad esser di natura logistica e professionale per gli amministratori della giustizia, ora è anche oggetto di contrapposizione politica, ci vorrebbe guarda caso proprio un giudice....di pace. O forse più prosaicamente basterebbe dare un taglio alle lungaggini burocratiche che impediscono ancora oggi di effettuare il trasferimento degli Uffici del Giudici di Pace di Nardò per l'appunto, dagli angusti locali comunali di via Crispi nella più confortevole (decisamente) sede del nuovo Tribunale neretino. Mentre infatti per il progetto definitivo già nei mesi scorsi si è ottenuto il placet della Commissione manutenzione presso la Corte d'Appello di Lecce e del Comitato tecnico amministrativo presso il Provveditorato Interregionale delle opere pubbliche di Bari; e lo stesso è stato licenziato, con apposita delibera della giunta di Palazzo Personè del luglio scorso, ciò che in definitiva manca per chiudere il cerchio è il finanziamento dell'intera operazione da parte del Ministero della Giustizia. Un iter avviato ai tempi in cui il dicastero era retto da Clemente Mastella (giunto in quel di Nardò per inaugurare la nuova sede del Tribunale), e che ora attende buone nuove. Di certo invece rimane per ora il disagio di giudici, avvocati e personale tutto degli uffici del Giudice di Pace che tirerebbero un bel sospiro di sollievo abbandonando l'attuale (e inadeguata) sede di via Crispi. A rinvigorire il disappunto degli utenti sui ritardi del trasferimento nel nuovo Tribunale ci ha pensato il capogruppo della civica Nuovocorso per Nardò, Salvatore Donadei (che per altro è un avvocato) con un'interrogazione all'amministrazione comunale retta dal sindaco Antonio Vaglio.

"In riferimento all'interrogazione discussa nella seduta del Consiglio Comunale del 21 gennaio scorso" scrive Donadei, "riguardante il trasferimento degli Uffici del Giudice di Pace presso il nuovo Palazzo del Tribunale, considerando le rassicurazioni ottenute in tale sede dall'Assessore al ramo il quale comunicò l'attivazione delle procedure per il reperimento dei fondi necessari al completamento degli spazi destinati ad ospitare gli uffici in oggetto, constatando come, a tutt'oggi il suddetto trasferimento non sia avvenuto e gli Uffici del Giudice di Pace risultino ancora ubicati presso gli angusti locali di via Crispi, in una collocazione inadeguata al decoro richiesto per l'espletamento di queste funzioni e in presenza di gravi carenze sul versante della sicurezza, evidenziando come, dopo il trasferimento dell'Ufficio del Giudice di Pace e dopo i necessari interventi di adeguamento, tali locali possano essere adibiti a sede di Uffici comunali, producendo risparmi in termini di canoni di fitto, si interroga l'amministrazione comunale per conoscere le iniziative finora intraprese al fine di realizzare il trasferimento dei suddetti uffici e l'iter di tali provvedimenti e sapere quali decisioni ha assunto l'Amministrazione Comunale in merito all'utilizzo dei locali siti in via Crispi". E se il trasferimento degli uffici è in ritardo, non altrettanto l'arringa difensiva del sindaco e della sua amministrazione che in una lunga nota mettono in evidenza i termini della questione.

"Per lo spostamento degli Uffici del Giudice di Pace dalla sede attuale verso la nuova sede del Tribunale sono necessari i finanziamenti già a suo tempo richiesti al Ministero della Giustizia" riferiscono da Palazzo Personè, "e rispetto alla precedente interrogazione del consigliere Donadei dello scorso gennaio, sempre sulla questione dello spostamento della sede del Giudice di Pace, le novità sono rappresentate dal parere favorevole ottenuto dal progetto da parte della Commissione Manutenzione presso la Corte d'Appello di Lecce e dal Comitato tecnico amministrativo presso il Provveditorato Interregionale delle opere pubbliche di Bari. Tali pareri sono stati espressi nel mese di marzo a seguito di alcune richieste di adeguamento ed integrazione del progetto. Successivamente, in data 11 luglio 2008, la Giunta Comunale ha approvato il progetto esecutivo redatto dall'ingegnere Mario Colomba e dall'architetto Vittorio Manca, che è stato poi inviato, con la richiesta di approvazione e finanziamento, al Ministero della Giustizia nel mese di agosto. Agli inizi del mese di ottobre, poi, è pervenuta al Comune una nota del Coordinatore dell'Ufficio del Giudice di Pace, avvocato Riccardo Di Noia, con la quale si rappresentava l'urgenza del trasferimento, per l'inadeguatezza della struttura in cui sono attualmente ospitati gli Uffici. Tale nota, unitamente ad una richiesta di sollecito dei finanziamenti, è stata inviata nei giorni scorsi al Ministero della Giustizia in cui si è sottolineata l'assoluta urgenza dei finanziamenti per procedere al completamento dell'opera. Come si ricorderà, infatti, il progetto di 'completamento degli uffici della Pretura da destinare a sezione staccata del Tribunale di Lecce, 2° stralcio0, prevede lo stanziamento di 850mila euro a cui si dovrà fare fronte con l'utilizzo delle economie di gara per un importo pari ad 558.732,71 euro disponibili sui mutui Cassa depositi e prestiti concessi al Comune di Nardò, e attraverso il finanziamento della restante somma di 291.267,29 euro con nuovi fondi previsti per opere di edilizia giudiziaria".


E segue anche la sollecitazione del sindaco Vaglio che dice: "E' bene che sulla vicenda non cali il silenzio ma è il caso di precisare che tutto quanto era di competenza dell'Amministrazione comunale è stato fatto. Ora non ci resta che aspettare, anche se magari sarebbe opportuno che i partiti politici, attraverso i propri rappresentanti alla Camera e al Senato, sollecitassero la soluzione al Ministero della Giustizia che deve provvedere all'approvazione del progetto ed al suo finanziamento". A ruota anche l'assessore ai Lavori pubblici, Cosimo Caputo: "È evidente" conclude, "che tutti abbiamo interesse a raggiungere nel più breve tempo possibile una soluzione al problema che ci consentirebbe, tra l'altro, di tornare in possesso degli immobili di via Crispi, cosa di cui vi è assoluta necessità". E per avvocati e cittadini per il momento non c'è altro da fare che rimettersi alla clemenza del...Ministero. E al suo portafoglio.

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