Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

"Ufficio staff, posti in piedi". Gabellone nel mirino

Con la nomina dell'addetto alla "Sicurezza di interesse provinciale", salgono a quattro gli incarichi esterni nello staff del presidente della Provincia. Somma per oltre 70 mila euro, lordi, all'anno

LECCE - "Come sono lontani i tempi in cui Antonio Gabellone, allora candidato alla presidenza della Provincia, attaccava i governi provinciali di centrosinistra accusandoli di una gestione caratterizzata da clientelismo, puntando l'indice su incarichi, privilegi, convenzioni e consulenze".

Inizia in maniera sarcastica il comunicato del consigliere provinciale del Partito democratico Alfonso Rampino a seguito della quarta nomina di un esterno per lo staff del presidente della provincia. Ultimo in ordine di tempo, come addetto alla sicurezza di interesse provinciale, l'ingresso di Cosimo Damiano Martina, inquadrato nella categoria D3 con un contratto part time di circa 12 mila euro lordi.

Nella medesima situazione si trovano già Gaetano Giuri, delegato ai rapporti con il consiglio provinciale e Massimo Melica che ha l'incarico di curare gli eventi per l'anniversario dei 150 anni dell'Unità di Italia e i rapporti con il Forum mediterraneo per la pace. Alla stessa categoria, ma con un contratto full time di circa 24 mila euro, appartiene Cosimo Carulli, addetto alla comunicazione, che percepisce anche una indennità ad personam di 12 mila euro. Tutte cifre che risultano nei documenti pubblici in possesso dell'ufficio del Partito Democratico di palazzo dei Celestini.

L'esponente del Pd, al di là della rilevanza delle cifre in questione - 60 mila euro lordi in totale - e dell'inopportunità di tali nomine in un momento di estrema difficoltà per gli enti locali a causa dei tagli del governo nazionale, punta l'indice contro la "storiella" del presunto buco "da usare a intermittenza" che il centrodestra avrebbe ereditato dalla precedente amministrazione.


"Il comma 4 dell'art. 13 del regolamento per l'ordinamento degli uffici e dei servizi - conclude Rampino - prevede che tali nomine possano essere effettuate previa verifica della compatibilità con le disponibilità finanziarie dell'Ente, che naturalmente risultano adeguate per fare clientelismo e, come in un gioco di prestigio, sono invece azzerate nel momento in cui si devono trovare soluzioni alle emergenze occupazionali della provincia, vedi il caso dei 27 lavoratori di Salento energia".

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