Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Ugento: alghe rifiuti, stagione a rischio. Congedo e Negro strigliano la Regione

Il consigliere del Pdl invia un'interrogazione urgente, il capogruppo dell'Udc predilige la via della Commissione, ma entrambi condividono i timori: "Il problema e le conseguenze della pulizia delle foci e del mancato funzionamento del sistema canali-bacini appaiono sottovalutate"

UGENTO - Il consigliere regionale del Pdl Saverio Congedo ha rivolto un’interrogazione urgente alla Giunta della Regione Puglia sul problema dei canali intasati da alghe e rifiuti nelle marine di Ugento. A rischio ci sarebbero economia, ambiente e salute di residenti e turisti.

“L’estate è alle porte - avverte Congedo - e la situazione dei canali e dei bacini a Ugento rimane catastrofica. Il ristagno di acque putride, derivante dall’ostruzione dei canali di bonifica, rischia di essere il biglietto da visita per le marine di Ugento. Un problema grave che il consorzio di bonifica Ugento e Li Foggi non riesce ad risolvere per assenza dei fondi e che il Comune di Ugento non può affrontare  non avendo  alcun potere a riguardo ma è, comunque, chiamato a gestire considerato che canali e bacini per una parte insistono nel Parco Naturale, per altra in prossimità del centro abitato”. 

“Negli ultimi tempi - continua il consigliere regionale del Pdl – la situazione è divenuta particolarmente grave e rischia di mettere a repentaglio la salute dei cittadini, l’ambiente e l’economia di un territorio che vive di turismo e che su questo punta per fronteggiare l’attuale crisi”.  

“Il problema e le conseguenze della pulizia delle foci e del mancato funzionamento del sistema canali-bacini appaiono sottovalutate dalla Regione e dal Commissario unico di tutti i consorzi di Puglia forse in difficoltà ad intervenire tempestivamente su problemi di singoli consorzi e specifici territori. Inoltre, un’ulteriore complicazione è  dovuta al fatto alla classificabilità come rifiuti speciali di alghe e rifiuti presenti nei canali e nei bacini e l’incremento dei costi per i ritardi nella disostruzione delle foci”. 

“A questo punto - conclude Congedo – chiedo al Governo regionale di provvedere con interventi urgenti e straordinari per liberare i canali e le foci per evitare ulteriori danni all’ambiente, all’economia locale e alla salute dei cittadini, valutando anche l’opportunità di affidare la competenza dell'area al Comune di Ugento”.

Il presidente del gruppo regionale Udc, Salvatore Negro, a tale proposito, dice di associarsi “alle preoccupazioni” condividendo “la presa di posizione del collega Congedo”, e tuttavia, conoscendo i tempi del governo regionale nel rispondere alle interrogazioni dei consiglieri, riteniamo più opportuno e produttivo interessare della questione la competente Commissione”.

Da qui, la richiesta al presidente della V Commissione di audizione dei soggetti interessati sulla grave situazione dei canali nella marina di Ugento: assessorato all’Ambiente, assessorato ai Lavori pubblici, Comune di Ugento, Consorzi di bonifica e rappresentanti del Comitato a difesa della marina di Torre san Giovanni.

“L’attuale situazione dei canali, intasati da alghe e rifiuti, mette a repentaglio la salute pubblica ma anche la stagione turistica ormai avviata con possibili gravi conseguenze per l’ambiente e per l’economia locale – ha sottolineato il capogruppo Udc –. Il notevole accumulo di alghe dovute alle continue mareggiate, infatti, ostruisce il flusso delle correnti provocando di conseguenza la putrefazione delle stesse con le dovute conseguenze (odori nauseabondi, presenza di ratti e stagnazione delle acque di scarico provenienti dal depuratore di Ugento), come più volte è stato segnalato e denunciato dal Comitato per Torre San Giovanni”.

“Per tale ragione – conclude - sarebbe opportuno che l’emergenza fosse affrontata in tempi rapidi dalla politica, discutendone nell’apposita Commissione consigliare con i soggetti interessati. Siamo certi che la sensibilità del presidente della V Commissione determinerà la convocazione in tempi ristretti in modo da addivenire ad una soluzione maggiormente condivisa che tuteli la salute pubblica ed eviti ulteriori danni all’ambiente e alla stagione turistica appena avviata”. 

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