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L’Ugl: la situazione generale del Paese offre la sponda a chi fomenta

Tricolore calpestato durante la protesta: ferma condanna del segretario generale dell'Ugl, Antonio Verardi, che segnala il rischio che il dissenso possa degenerare e mettere a rischio l'ordine pubblico

Il secondo da sinistra è Antonio Verardi.

LECCE – Il segretario territoriale dell’Ugl, Antonio Verardi, condanna il gesto di vilipendio della bandiera italiana compiuto da alcuni lavoratori durante la protesta di venerdì mentre in prefettura era in corso il vertice sulla cassa integrazione

Non sono accettabili gesti del genere. Purtroppo la situazione generale nel Paese, offre la sponda a “qualcuno” di fomentare le Piazze, e non di controllarne ed incanalarne la protesta sui giusti binari. Da tempo come Ugl, abbiamo portato l’attenzione sulla possibilità di fenomeni particolari di protesta, richiamando tutti ad un impegno massimo, atto a controllare determinate espressioni, al rispetto dei valori dello Stato, del nostro ordinamento democratico.

Purtroppo , gli atti esasperati, indirizzati contro tutto e tutti, non fanno altro che continuare a coprire i veri responsabili del fallimento del sistema. Forse, sarebbe opportuno, invece di offendere chi come l’oorevole. Bellanova ha fatto dell’impegno sociale un motivo di vita sia in politica che nel sindacato, di cominciare a prendere le distanze da qualche “pifferaio magico”.

E’un momento difficile, ma non bisogna perdere il senso dell’orientamento, come sindacato abbiamo il dovere sociale di recepire il dissenso, di farlo esprimere, ma con l’obbligo di controllarne quanto più possibile le potenziali espressioni, che possano mettere a rischio l’ordine pubblico. Calpestare il Tricolore significa calpestare gli Italiani onesti, gli eroi di ogni giorno  che servono il nostro Paese con il loro quotidiano impegno di  lavoratori, di servitori dello Stato, di padri di famiglia. Significa calpestare gli stoici sforzi di chi ci ha permesso di ereditare un Paese democratico. Calpestare il Tricolore, non serve a soddisfare i propri bisogni, a condannare chi veramente è reo di aver preso in giro qualcuno da un punto di vista sindacale o politico, anzi, il contrario, significa continuare a dare agio a chi sa solo fomentare, non avendo gli strumenti culturali ed etici per rappresentare qualsivoglia diritto.

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