Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Ultimatum scaduto. Ma della Giunta non c'è traccia

Il sindaco Perrone prende atto della mancanza di unanimità delle adesioni alla sua proposta, ma rinvia ogni decisione a lunedì, mentre è atteso un nuovo incontro di An. Rotundo: "Commedia buffa"

Paolo Perrone, ritratto nel corso della sua ultima conferenza stampa. Quando scattò l'"ultimatum" di 48 ore

Ultimatum scaduto. Le 48 ore sono volate via a mezzogiorno di oggi. Ma della Giunta ancora non c'è traccia. Alleanza nazionale prosegue inesorabile nel suo braccio di ferro, l'agitazione interna alla maggioranza è evidente, il nuovo sindaco Paolo Perrone prende ancora tempo. La comunicazione, glaciale, rimbalza da Palazzo Carafa: "Sullo schema di Giunta da me prospettato non c'è l'unanimità delle adesioni da parte delle diverse componenti della coalizione. Ciò mi induce a ulteriori riflessioni e valutazioni personali nelle prossime ore, riflessioni e valutazioni di cui comunicherò gli esiti nella giornata di lunedì". Così parlò il nuovo sindaco.

Come interpretare esattamente queste frasi? L'ulteriore proroga potrebbe essere vista come una forma di debolezza da chi si aspettava oggi una risoluzione definitiva. Nei fatti, certa è l'incertezza, per giocare con le parole. Le frasi espresse nella conferenza stampa convocata giovedì 5 luglio furono sibilline. "Mi regolerò di conseguenza", spiegò nell'occasione, qualora non fosse arrivato l'ok da parte di tutti i partiti alla proposta di Giunta formulata: "Cinque assessorati ad An, tre a Forza Italia, due alla lista "La città", uno alla lista "Lecce città del mondo", uno all'Udc e un altro alla Dc", disse. Evidenziando che "questo accordo prevede inevitabilmente che si definisca l'assegnazione del presidente del Consiglio con la scelta che spetta al gruppo consiliare di Forza Italia". Infine, un ulteriore chiarimento: "Tengo a dire che la mia proposta non è più trattabile". Negoziazione chiusa, dunque, ma esiti ancora sconosciuti. Roba da ammattire. Anche perché se Perrone non spiega, sembrerebbe spiegare molte cose Alleanza nazionale. Che in risposta al diktat del sindaco, il giorno dopo scosse la testa. Niente, la tua proposta non ci va vede. Noi di An ci rivediamo lunedì.

Lunedì l'ennesima tavola rotonda aennina, lunedì anche la risposta del sindaco. Ma allora, ci si chiede inevitabilmente, quale il senso di questo ultimatum?

"Prendo atto che i partiti e le liste che hanno sostenuto la mia candidatura a sindaco, a seguito della fase di confronto sui criteri di composizione della Giunta, nella loro configurazione complessiva di coalizione ed insieme di forze chiamate al governo della città, al momento non sono riuscite a comporre il quadro definitivo per la formazione dell'esecutivo". Così si limita a dire Perrone oggi, che calcia la palla lontano. Un lungo rinvio a lunedì, appunto. Si aspetta una ricomposizione dell'ultim'ora? Si cerca un gioco di astuzia? Si cede il passo all'avversario? Mistero. E un unico dato di fatto. Le deleghe assessorili non sono state assegnate. "Mi regolerò di conseguenza". Cosa questo possa significare, lo sanno solo Dio e Paolo Perrone.

Ma intanto, si fa sempre più fitto il pressing dell'opposizione. Il leader Antonio Rotundo parla di "commedia buffa giunta ad un nuovo capitolo. Il sindaco Perrone come paventato ormai da tutta la città non riesce a governare la sua stessa maggioranza, che lo ha infatti costretto a rimangiarsi l'ennesimo impegno assunto con i leccesi solo due giorni fa. Ormai dimentico dei tanti problemi che attanagliano la nostra città in un momento fondamentale per la sua economia - prosegue Rotundo, sulla scorta del pensiero già espresso nei giorni scorsi -, si lascia imprigionare dai veti che giungono dalla peggiore politica, tutta intenta a far valere sugli interessi generali quelli personali e di partito".


"Appare grave in particolare la difficoltà del sindaco di non tenere fede agli impegni presi con se stesso e con tutta la città", spiega in relazione all'ultimatum scaduto e senza seguiti al momento evidenti. "Perrone ha chiesto il voto e la fiducia dei cittadini leccesi per governare la città; a lui oggi spetta il compito improcrastinabile di darle un governo capace di affrontare i problemi, e che veda in lui un sindaco autorevole e non una figura tenuta sotto tutela dai partiti e dai loro maggiorenti. A questo punto - conclude - davanti alla gravità dell'attuale stallo politico rivolgo un appello urgente al prefetto e alle autorità competenti affinché vengano accelerate le procedure di proclamazione degli eletti al fine di poter convocare nel più breve tempo possibile il Consiglio comunale per affrontare in quella sede la situazione di ingovernabilità in cui si è venuta a trovare la nostra città". E intanto, il week-end è appena iniziato. In attesa di un lunedì di fuoco.

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