L’addio della Provincia nel consiglio. Si svuotano i banchi tra un mare di amarezza

Un clima insolito, quello di questa mattina, a Palazzo dei Celestini. Dopo aver scoperto il busto del primo presidente dell'ente, Martino Luigi Caroli, è stato avviata l'ultima assise alla presenza del portavoce uscente, Antonio Maria Gabellone, dei sindaci salentini e dei consiglieri provinciale. Tra il malcontento della maggioranza, e la timida positività dell'opposizione, la parola d'ordine è "riconversione"

Gli scranni vuoti a Palazzo dei Celestini

LECCE – Nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma. Volente o nolente, per la Provincia di Lecce dovrà valere il messaggio degli antichi fisici pluralisti. L’ente ospitato all’interno di Palazzo dei Celestini si dissolve e in questa implosione trascina con sé l’intero consiglio provinciale. Che si è riunito oggi, per l’ultima volta. L’assise è stata diversa da quelle solite, quasi un “amarcord” bipartisan, preceduto da una sobria cerimonia nella quale è stato scoperto il busto di Martino Luigi Caroli, primo presidente della Provincia di Lecce, eletto nel 1951 con la Democrazia cristiana e rimasto in carica fino al 1958, e poi senatore della Repubblica italiana per tre legislature.IMG_1030-3

Erano presenti, per l’occasione, oltre all’ultimo presidente dell’ente, Antonio Maria Gabellone e numerosi sindaci dei comuni del Tacco, il gruppo, quasi per intero,  dei consiglieri e degli assessori. Al momento dell’inaugurazione della statua, accanto all’aula consiliare, anche Giorgio De Giuseppe, difensore civico dell’ente. Nell’emozione palpabile sui banchi della sala, dopo l’inno e l’avvio degli interventi da parte del presidente del consiglio, Giorgio Primiceri, ha preso la parola Biagio Ciardo, capogruppo di Forza Italia.

“Con l’ortodosso Delrio” - riferendosi al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, autore del disegno di legge che ha posto le basi della riorganizzazione dell’ente, quando era ancora ministro degli Affari regionali nel governo di Enrico Letta - “i partiti lanciano la scomunica alla sovranità popolare. Non soltanto abolisce le Province, ma sopprime anche i consiglieri portavoce dei cittadini. Si mette, in questo modo, il silenziatore alla volontà popolare”. Ha tuonato contro la riforma e prospettato, a nome del centrodestra presente in aula, il rischio di “desertificazione del Salento, con una città come Bari premiata, invece, dalla normativa che verrà”.

IMG_1017-2Di parere opposto, Cosimo Durante, portavoce dell’opposizione. Il quale, evidentemente convinto della bontà del disegno, ha citato invece il cantante toscano Jovanotti. “Io penso positivo”, ha dichiarato, esortando alla positività e all’impegno, dopo aver aperto la scatola nera dei suoi ricordi politici, commuovendosi al ricordo delle legislature Ria e Pellegrino e, soprattutto a quello di Vittorio Potì, sindaco di Melendugno e consigliere provinciale, scomparso alla fine del 2011. “Sono stati anni appassionanti, di semina e consapevolezze di una nuova classe dirigente”, ha dichiarato, in un viaggio mnemonico”. “Ora è il momento dei sindaci: che i cittadini stiano loro accanto”, ha concluso  l’esponente democratico.

Nel corso di questa nuova fase transitoria che, entro il mese di dicembre,  porterà alla definitiva riforma costituzionale, le Province diventano enti di aree presiedute da un portavoce eletto dai primi cittadini e dai consiglieri comunali di tutto il territorio, e durerà in carica per 4 anni. “Un momento complicato”, lo ha definito il principale inquilino uscente di via Umberto I, “che apre scenari incerti per la vita dei cittadini. Ma è anche il momento di far passare un messaggio di speranza e forza, di impegno per tutti i cittadini, a prescindere dal ruolo svolto. Lo dobbiamo al territorio, ai salentini, ai nostri figli e ai giovani”, ha concluso.IMG_1028-2

Il consiglio, che lavorerà a titolo completamente gratuito, avrà funzioni di indirizzo e controllo, soprattutto nel settore ambientale, del trasporto pubblico e del servizio locale, resta in carica due anni.  Avrà potere consultivo per l’approvazione dei bilanci e sarà formato da un numero di componenti eletti in via indiretta dallo stesso corpo elettorale che sceglie il presidente, e varierà in proporzione alla popolazione. “Ma i veri tagli”, sostiene l’assessore ai Trasporti pubblici, Bruno Ciccarese, “non saranno quelli alla politica. Quanto quelli relativi ai servizi”. La curiosità, tanto per citarne una, è andata a iniziative come “Salento in bus”. Che, in teoria, non dovrebbe subire la soppressione, ma potrebbe essere gravemente penalizzata, secondo l’esponente di destra, in altri servizi collaterali come la comunicazione, l’offerta di un punto informativo e di un call-center.

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