Sabato, 20 Luglio 2024
La situazione / Otranto

Otranto, un anno dopo il voto. L’analisi: “Immobilismo in ogni settore”

L’opposizione esamina tutte le criticità rimaste irrisolte nei primi dodici mesi dell’amministrazione Bruni: da Badisco allo stallo dell’ufficio tecnico, dal nodo parcheggi estivi alla bandiera blu. “Il tempo vola e i problemi restano come macigni”

OTRANTO – Un anno dopo le elezioni amministrative, tra immobilismo e una città senza chiare risposte. È un’analisi netta quella che arriva dal gruppo di opposizione sullo stato di Otranto al primo giro della terza amministrazione a guida Francesco Bruni.

Nel giugno scorso, in un clima reso rovente non solo dall’estate alle porte, ma dai postumi delle inchieste giudiziarie che avevano portato al commissariamento cittadino e a una divisione nella pancia della comunità nella lettura dei fatti accaduti, l’elezione dell’ex senatore alla guida del Comune aveva di fatto garantito la continuità amministrativa con le giunte precedenti e fornito con chiarezza il consenso elettorale per lavorare sulle priorità indicate.

Da allora, il clima politico, anche nei consigli comunali, è stato certamente meno teso, per merito della propensione al dialogo del primo cittadino e della disponibilità delle forze di opposizione. Tuttavia, il giudizio che oggi “Otranto Futura” fa del percorso della giunta Bruni è critico perché il tempo trascorso dal voto è ritenuto sufficiente ad organizzare la macchina amministrativa “specie – si legge in un post - se a guidarla c’è un sindaco di lungo corso e una maggioranza pressoché identica alla precedente, che può quindi contare sulla continuità della sua stessa azione politica”.

L’opposizione rivendica l’atteggiamento avuto in questo tempo, concedendo “il beneficio di un inevitabile rodaggio” e “offrendo ogni forma di collaborazione e contribuendo anche così a riportare un clima sereno in una comunità ferita”: “Eppure – puntualizzano dal gruppo coordinato da Lavinia Puzzovio -, se dovessimo scattare oggi un’istantanea di Otranto, resteremmo stupiti nel registrare un immobilismo che tocca tutti i settori della nostra vita sociale ed economica, con tanti problemi da risolvere e con i frutti avvelenati lasciati dalla vecchia gestione. Onestà politica impedisce di chiedere conto all'attuale Sindaco delle grane passate che gravano tuttora sulla città. Problemi che tuttavia ben conosceva e che, fatalmente, ora aspettano da lui soluzioni”.

“Eppure – aggiungono -, convenivamo proprio tutti, un anno fa, sulla necessità di dare risposte immediate, di riaccendere il motore e recuperare il tempo perduto.  Ci ritroviamo invece con un paese fermo e in cui troppe questioni restano ancora sospese”.

Tra gli elementi che sanciscono questo immobilismo quello più volte evidenziato, anche in sede di consiglio comunale, dello stallo dell’ufficio tecnico comunale, passando dalla cura della città (comprese le aree extraurbane), al progetto del mercato coperto (su cui una perizia commissionata dallo stesso Comune avrebbe accertato errori sulle volumetrie) alla questione dragaggio (con l’ipotesi di una revoca del finanziamento), dalla bandiera blu ormai assente da più stagioni allo stato di Badisco ancora senza risposte dopo quanto accaduto nel 2021, senza dimenticare il nodo dei parcheggi estivi ancora senza una soluzione e la comunicazione poco organica e tempestiva dell’offerta turistico-culturale.

“Il risultato complessivo di questo immobilismo – scrivono - è un dissenso che ha messo d’accordo tutti, maggioranza e minoranza, generando un’inedita sintonia tra le due parti. Beninteso, qualcosa è stato fatto nella ricostruzione di una dialettica politica sana. E non è passata inosservata la discontinuità, più volte rivendicata dallo stesso sindaco, rispetto al modo di gestire la cosa pubblica degli ultimi anni. Ma sui problemi reali, chi oggi ha la responsabilità e il dovere di mettere in campo energie nuove per ripartire non sa forse dove andare a prenderle. E ha perso anche l’alibi di un percorso appena iniziato”.

“Purtroppo – concludono -, il tempo vola e i problemi restano lì come macigni e a memoria di quanto sia facile promettere e difficile mantenere. Forse è tempo di rimboccarci le maniche, di suonare finalmente la sveglia e dare a Otranto il presente e il futuro che merita”.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Otranto, un anno dopo il voto. L’analisi: “Immobilismo in ogni settore”
LeccePrima è in caricamento