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Un assessore “scomodo”. A Calimera tiene banco il caso Conversano

La scelta del sindaco Giuseppe Rosato di revocare le deleghe all’assessore sta facendo discutere politicamente, avendo causato una crisi di rapporti interni ai gruppi di maggioranza. Interviene lo stesso Conversano per dire la sua

CALIMERA – Maurizio Conversano non è più assessore al Comune di Calimera, con le deleghe ai lavori pubblici, all’urbanistica, all’arredo urbano e alla viabilità. Alle 17,30 del giorno 27 febbraio, infatti, previa consegna a mano da parte del messo comunale, gli è stato consegnato il provvedimento di revoca emesso dal sindaco Giuseppe Rosato.

Come spiega lo stesso Conversano, la comunicazione del decreto gli sarebbe pervenuta solo successivamente al pubblico avviso effettuato per mezzo del sito istituzionale del Comune e addirittura dopo una riunione di giunta comunale, tenutasi alle ore 16,15 dello stesso giorno presso il Palazzo Municipale, dove i restanti componenti dell’esecutivo venivano informati e messi a conoscenza del ritiro della delega al loro ormai ex-collega, “ancora ignaro e all’oscuro di quanto accaduto”.

“Il provvedimento emesso dal sindaco, con decreto n. 13/2012 al prot. n. 1183 con atto monocratico, è stato eseguito – spiega Conversano - senza interpello alcuno del capogruppo consigliare e delle parti politiche (Pdl e Udc) componenti la lista Libertà e Democrazia per Calimera. Il primo cittadino, per giustificare un provvedimento anti-democratico mai intervenuto nella storia del nostro Comune, ha cercato di celare l’atteggiamento di contestazione e critica rivoltogli da parte dell’ex-assessore sul suo operato e quindi sul mancato rispetto del programma politico, con patetiche motivazioni di natura comportamentale assunte circa la sua presunta  mancanza di rispetto verso la propria dignità istituzionale e personale; motivazioni che, naturalmente, sono subito venute meno negli incontri succeduti tra gli attori, il capogruppo, i segretari politici ed il gruppo consigliare”.

Dai colloqui tra le parti, infatti, sarebbe, secondo quanto riporta lo stesso Conversano, “palesemente emerso che le critiche erano e sono tutt’ora indirizzate esclusivamente verso i disagi attinenti la delega dei lavori pubblici; strade del paese dissestate, illuminazione pubblica di interi rioni ad intermittenza, opere pubbliche semi-costruite o peggio ancora abbandonate ed in ultimo l’attivazione della gestione associata dell’ufficio tecnico con il Comune di Vernole sottoscritta ma mal digerita dal sindaco”.

Queste sarebbero state le “reali motivazioni delle continue divergenze”, il tutto contornato da un clima di “totale mancanza di fiducia e di atteggiamento ostile, esistente e perdurante, tra sindaco e diversi dirigenti del nostro Comune che ha prodotto la paralisi amministrativo-gestionale per ben due anni, con grave danno e pregiudizio dell’immagine e la cura del territorio della nostra città”.

Per questo, Conversano sente di essere diventato da collaboratore fidato un assessore scomodo: “Per ogni richiesta di intervento da realizzare nel paese o nella zona Pip (vedere Via Grecia) mai neppure l’ombra di un centesimo – racconta -, finanche l’acquisto di pochi sacchetti di bitume da utilizzare per i rattoppi stradali…una spesa quasi impossibile da sostenere per le casse comunali”.

E rivolgendosi direttamente a Rosato afferma: “Caro sindaco, come si può pretendere di amministrare un paese senza investire sul proprio territorio? Come si può ascoltare solo una parte dei diversi uffici comunali e dei relativi assessori senza farli dialogare e interagire tra loro?”.  Nonostante la mediazione ed il tentativo di rappacificazione tentata dai partiti politici (Pdl e Udc), l’ex-assessore dichiara di aver immediatamente chiarito la propria indisponibilità a continuare a ricoprire la delega revocata, rivendicando la modifica delle “improprie ed inesatte motivazioni addebitategli nel provvedimento di revoca” e nonché, a “reclamare quanto stabilito dall’accordo elettorale, vale a dire la carica assessorile ai primi eletti, raggiunta grazie ai 275 voti di preferenza ottenuti”.

Alla luce di questo, Conversano chiede la nomina in giunta di un assessore esterno di sua espressione che possa continuare a garantire la “giusta rappresentanza del proprio numeroso corpo elettorale deluso dalla revoca”. Ad oggi, il Pdl  ha chiesto il reintegro dell’ex-assessore in giunta attraverso una verifica delle linee programmatiche ed una successiva rimodulazione delle deleghe, a sua volta l’Udc, ancora con più forza, con propria mozione congressuale del 18 marzo scorso chiede al sindaco, “analogo atto monocratico di rinomina dell’ex-assessore con le stesse deleghe per dare continuità amministrativa, politica e programmatica; ma soprattutto, una significativa risposta popolare con petizione firmata in poco più di 36 ore da oltre ben 120 persone, ha chiesto e reclama quanto conquistato con la vittoria elettorale del 2010 e quanto evocato dallo stesso sindaco Giuseppe Rosato”.

“La prima seduta utile di consiglio comunale – spiega Conversano -, come stabilito dalle norme statutarie, visto che ancora il sindaco non si è pronunciato sulle richieste ricevute, sarà l’ultimo momento utile per provvedere alla nomina del nuovo assessore in sostituzione di quello venuto a cessare. Si confida, pertanto in una doverosa, responsabile ed almeno questa volta decisione collegiale, che possa essere condivisa da tutte quelle componenti che rappresentano la maggioranza elettorale, siano queste politiche che di provenienza della società civile; in modo da evitare il disperdere delle tante energie ed entusiasmi che hanno portato alla nomina a sindaco di Giuseppe Rosato, il quale ha l’obbligo di essere garante di tutti ed il dovere di sbloccare la paralisi amministrativo-gestionale in atto che la nostra città assolutamente non merita”.

 

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