Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Un paese “fuori” dall’Anci, ma ancora “dentro” la polemica

La maggioranza risponde all'opposizione sulla vicenda del recesso dall'associazione nazionale dei comuni ed accusa i componenti di essere pilotati dagli interessi personali di Cristina Rizzo. Replica anche su calendari ad emigrati

UGGIANO LA CHIESA - È ancora scontro in merito al destino di Uggiano La Chiesa all’interno dell’Anci, nella lunga polemica che ha accompagnato i gruppi consiliari sul finire dell’anno scorso e che rischia di protrarsi ancora nel 2012. Tocca al gruppo di maggioranza “Insieme per cambiare” replicare al manifesto di qualche giorno fa dell’opposizione. L’esordio non va per il sottile: “La minoranza imbroglia le carte – scrivono in una nota i membri che sostengono l’amministrazione – e dimostra di non saper svolgere il suo ruolo politico-amministrativo sia in seno al consiglio comunale sia nel paese, poiché è offuscato e pilotato dagli interessi personali di Cristina Rizzo”.

È lei la destinataria principale delle accuse della maggioranza: “Il recesso dall’Anci – spiegano - ha fatto emergere una serie di comportamenti scorretti e irresponsabili che non trovano giustificazione, in quanto indirizzati soltanto a salvaguardare la poltrona di vicepresidente Anci di Cristina Rizzo, senza tener conto dell’interesse generale della nostra comunità”.

“Infatti – aggiungono dall’amministrazione -, nell’ultimo manifesto falsificano le parole del segretario generale dell’Anci (al quale dovranno dare conto!) dicendo incautamente che il Comune ha sbagliato destinatario nell’invio della delibera del consiglio comunale: ciò è falso, poiché tutto è stato inviato correttamente in data 31 ottobre 2011 all’Anci regionale e nazionale”.

Da parte del segretario generale dell’Anci verrebbe posta, stando a quanto riportato nella nota, soltanto una “questione di formalità”, ossia la spedizione sarebbe dovuta avvenire mediante “raccomandata con ricevuta di ritorno” anziché con “posta celere” utilizzata dal Comune: “Si tratta – puntualizzano - di un eccesso di formalismo che sarà superato, poiché la posta celere è uno strumento tracciabile e più veloce e da conferma dell’arrivo al destinatario della corrispondenza inviata anche mediante il sito internet di Poste italiane: in questo caso la delibera del consiglio comunale è giunta in sede Anci, a Roma, alle ore 9.35 del 2 novembre”.

“Pertanto – rammentano dalla maggioranza -, in data 30 dicembre, il sindaco ha scritto una lettera al segretario generale sottolineando la validità dell’atto amministrativo e l’efficacia del recesso a partire dal primo gennaio 2012, riportando così le sentenze della suprema Corte di Cassazione, che supportano legalmente l’indirizzo del Comune”.

Dalla maggioranza fanno chiarezza anche sulla vicenda dell’invio dei calendari nel mondo “sulla quale la minoranza si è guardata bene dallo specificare che si trattava degli emigrati all’estero”: “Infatti – sostengono da Insieme per Cambiare -, per la prima volta il Comune ha spedito il calendario istituzionale alle 275 famiglie di emigranti all’estero per una spesa complessiva di 1200 euro (e non oltre 1500 euro: un’altra bugia!)”.

Per la maggioranza, si tratta di “un gesto semplice che dimostra la vicinanza e l’affetto che nutriamo verso i nostri concittadini che da tanti anni vivono e lavorano fuori dall’Italia, ossia circa 600 uomini e donne che le amministrazioni comunali ‘Arcobaleno0 (guidate da Cristina Rizzo e Tonino Risolo) hanno sempre dimenticato e ignorato”.

Salvatore Piconese aggiunge una propria dichiarazione: “Spero che da questo momento in poi il gruppo di minoranza torni a fare politica seriamente e chiuda definitivamente la polemica sulla vicenda dell'Anci, prendendo le distanze dalla consigliera Cristina Rizzo. Quanto alla questione dei calendari inviati agli emigranti all'estero, dovrebbero recitare un mea culpa e chiedere scusa”.

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