Unione Comuni Terre di Acaya e Roca, Pd su ristori Tap: “Doveroso tavolo con il Governo”

Il segretario del circolo Candido interviene nel dibattito sulle compensazioni legate al passaggio del gasdotto nel territorio di Melendugno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

MELENDUGNO - Dal circolo del Pd dell’Unione dei Comuni delle Terre di Acaya e Roca arriva un contributo sul dibattito di questi giorni legato al tema dei ristori per il territorio salentino derivanti dalla localizzazione del gasdotto di Tap lungo la dorsale melendugnese. Il segretario del circolo, Pantaleo Candido, sottolinea come i sindaci dei Comuni interessati all’approdo e al passaggio del gasdotto “hanno il dovere” di aprire un tavolo con il Governo per cercare di avere tutte intere le compensazioni promesse. Inoltre secondo Candido, le eventuali risorse che potrebbero poi derivare dai danni richiesti “in sentenze che ancora sono tutte da scrivere”, devono essere considerate come aggiuntive e non sostitutive delle compensazioni.

“E’ utile far conoscere la posizione del circolo che ho l’onore di rappresentare sull’argomento Tap e sulle compensazioni che dovrebbero essere riconosciute a questo territorio” premette Pantaleo Candido, “premetto che l’approdo del  gasdotto non è un problema che investe solo il Comune di Melendugno, ma coinvolge prima di tutto, i Comuni ricompresi nell’Unione delle Terre di Acaya e di Roca, cioè Melendugno, Vernole, Castri di Lecce e Caprarica e poi gli altri comuni che vengono attraversati dal passaggio del gasdotto, costruito dalla Snam. Rete gas che parte da Melendugno fino ad arrivare a Mesagne. Poco c’entra quindi il resto della Provincia di Lecce, in quanto ad appannaggi sui ristori. L’allora circolo del Pd di Melendugno, oggi confluito in quello dell’Unione, già aveva espresso una posizione chiara sull’argomento. Non eravamo pregiudizialmente contrari al Gasdotto, ma abbiamo detto da subito che era sbagliato prima di tutto il punto d’approdo San Foca e poi il posizionamento del Prt a 900 metri dall’abitato di Melendugno a 400 metri da quello di Vernole e così via. Abbiamo da sempre sostenuto le battaglie che si sono fatte contro il Gasdotto in tutte le sedi andando anche contro le prese di posizione dei dirigenti nazionali del nostro partito che negli anni si sono succeduti. Il continuo rifiuto del sindaco di sedere ai tavoli decisori, ha portato alla situazione attuale. Il gasdotto pronto ad entrare in funzione, nessun ristoro per i territori che attraversa”.

Il gasdotto infatti è ormai pronto a entrare in funzione. “Appunto” incalza Candido, “è proprio questo che il nostro circolo rimprovera all’amministrazione comunale di Melendugno. Un amministrazione attenta ai bisogni e allo sviluppo del proprio territorio, di fronte all’impossibilità di realizzare ciò che si è prefisso di fare, cioè il blocco del gasdotto, deve prenderne atto e fare di necessità virtù. Si deve quindi sedere al tavolo con la controparte e tramite il Governo, deve portare a casa il massimo del risultato possibile per i suoi cittadini, cioè, le compensazioni”.

Compensazioni che non sono nemmeno poche. Si parla di 55 milioni di euro per il territorio dell’Unione di cui 30 milioni per il solo territorio di Melendugno. “E’ vero si parla all’incirca di queste cifre” dice ancora il segretario Candido, “che non sono bruscolini, come qualcuno dice, specialmente di questi tempi. Non riusciamo a comprendere perché il sindaco di Melendugno si ostini a mantenere questa posizione di rifiuto di trattare che sta diventando deleteria per il nostro territorio. Se avesse vinto una causa a proposito, dico una, lo avrei pure capito, ma le ha perse tutte, spendendo inutilmente soldi del Comune che poi sono di tutti, in spese legali. Col gasdotto pronto a entrare in funzione, qualsiasi amministrazione sensata, cercherebbe di recuperare il tempo perduto, mettendosi immediatamente in contatto con il presidente del Consiglio, Conte, per cercare di avere i ristori promessi. Magari proponendo invece di avere 30 milioni di euro, di averne molti di più, vista l’imponenza e l’impatto dell’opera anche dal punto di vista ambientale e dal potenziale pericolo in caso di incidente rilevante a cui sono esposte le popolazioni interessate”.

Il sindaco di Melendugno e gli altri sindaci coinvolti nei processi penali in corso che si sono costituiti parte civile, dicono tra l’altro che non possono sedersi al tavolo della trattativa, in quanto in sede giudiziaria hanno chiesto al Tap complessivamente 800 milioni di euro di danni. Anche qui il segretario del circolo del Partito democratico dell’Unione dei Comuni delle Terre di Acaya e Roca, obietta.

“Che centrano gli eventuali danni richiesti nei processi, che poi sono tutti da accertare e che devono essere riconosciuti con una sentenza, con le compensazioni? Le compensazioni sono dovute e il sindaco ha il dovere di accettarle. Rinunciare a ingenti risorse come sono 30 milioni di euro, è una responsabilità che mi pare non si possa assumere a cuor leggero. Rinunciando alle compensazioni non si fa altro che fare un regalo a Tap, facendogli risparmiare un sacco di soldi. Riguardo agli eventuali danni che dovremmo avere in caso di sentenza favorevole, se mai dovessero arrivare, quelle devono essere risorse aggiuntive e non sostitutive delle compensazioni. “Io reputo l’inchiesta e il processo che hanno imbastito in conseguenza una cosa un pò bizzarra” conclude Candido, “se tutto quello che hanno ipotizzato i magistrati inquirenti è sostenuto da prove concrete, perché non si è provveduto al sequestro e blocco generale del cantiere? Perché i magistrati hanno permesso a Tap di finire l’opera? Perché non bloccano tutto prima che entri in funzione?”.

L’invito conclusivo di Candido al primo cittadino di Melendugno è presto detta. “Se è sicuro che i cittadini siano tutti dalla sua parte e sposano la sua posizione, perché non promuove un referendum, per chiedere se deve accettare o rifiutare le compensazioni, visto che il gasdotto ormai sta per entrare in funzione. Anzi, questo referendum lo si potrebbe organizzare come Unione dei Comuni, visto che tutti i Comuni delle Terre di Acaya e Roca sono interessati dal passaggio del gasdotto”.

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