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Unioni di fatto, la Poli: "Italia... zapaterista"

L''eurodeputato del gruppo Uen e coordinatore regionale di An critica il disegno di legge varato dal governo: "Minato il fondamento del matrimonio, le famiglie attendono provvedimenti più urgenti"

Il disegno di legge sulle unioni di fatto varato dal Consiglio dei ministri anima il dibattito politico in Italia. E da Adriana Poli Bortone, eurodeputato del gruppo Uen e coordinatore regionale di Alleanza nazionale, giunge un forte segnale di critica. "Tiriamo un sospiro di sollievo - commenta - sul tema delle convivenze civili adesso finalmente l'Italia si è allineata all'Europa ed alla Spagna 'zapaterista' in particolare".

"Esiste certamente - spiega ancora Adriana Poli Bortone - un'esigenza diffusa di regolarizzazione del fenomeno che interessa milioni di cittadini italiani ed europei. Il nostro Paese ha colmato così la differenza con gli altri Paesi. Sul tema non c'è più il vuoto legislativo. Peccato che la famiglia italiana aspetti ancora da questo Governo provvedimenti ben più urgenti sulle condizioni economiche, sulla tutela dei minori e sui diritti della donna all'interno del nucleo familiare. Ma queste sono urgenze scontate e non calibrati impegni di campagna elettorale non rinviabili per il centrosinistra italiano".

"Esemplare in questo senso - sottolinea - il commento di Massimo D'Alema al ddl: 'Abbiamo mantenuto l'impegno'. Come se l'unica preoccupazione di questa sciagurata coalizione alla guida del Paese sia quella di non perdere fette di consenso artatamente catturate in campagna elettorale. E di farlo non attraverso scelte serie ed utili, ma attraverso soluzioni come questo disegno di legge. Che ci pare un grande compromesso, nella forma e nella sostanza, che accontenta tutti e nessuno, ma che a prima vista è sufficiente a minare il pilastro del matrimonio, non più l'unico e fondante elemento della famiglia tradizionale italiana".


"Non capisco l'evidente rinuncia ideologica di Rosy Bindi - dice in conclusione la coordinatrice regionale di An - le cui imbarazzate pause televisive la dicono lunga su chi conta nel centrosinistra. Sperando che lei ed i moderati non facciano altre rinunce e che questo provvedimento non funga da apripista ad altre e più incisive scelte sulla materia, come quella sulle adozioni".

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