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Università, i candidati sindaco sotto la sufficienza

Nel confronto al Rettorato Rotundo ha proposto innovazione, Pankiewicz ha parlato di collaborazione fra enti, Bianco si è scagliato contro il professor D'Andria. Assenti Perrone e De Cristofaro

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Le amministrazioni lavorano, ma spesso gli sforzi non sono sinergici, anzi contrapposti. E le conseguenze sono pagate dagli studenti. Luca Lotti, rappresentante dell'associazione studentesca "La Sveglia" al Senato accademico dell'Università del Salento, ha svelato la fonte dei mali patiti dai suoi colleghi. Un rilievo, posto con pacatezza, che suona come una strigliata. Sul problema dei trasporti e quello dei parcheggi le istituzioni hanno agito a scaricabarile, ha lamentato Lotti, le residenze universitarie sono per pochi. Si critica il Comune perché non ha creato spazi per gli universitari, ha fatto notare lo studente, ma l'amministrazione cittadina spiega che la colpa dei pochi posti nelle residenze universitaria è della Regione. "Non siamo più disposti a sentire proposte solo in periodi di campagna elettorale e n vogliamo sentire a prescindere dal colore politico di chi le avanza" ha tuonato stamattina l'esponente de "La Sveglia" davanti ai candidati sindaci nell'incontro in Rettorato, a Lecce, voluto dalla Cisl.

Assenti Mario De Cristofaro, candidato dei Socialpopolari, e Paolo Perrone, della Casa delle libertà. Antonio Rotundo, candidato sindaco dell'Unione, ha invitato gli universitari a leggere i programmi elettorali, a valutare la sua proposta di "Lecce città dei saperi". E ha ribadito di voler confrontarsi con Perrone sul bilancio del Comune, perché per concretizzare i progetti serve la copertura finanziaria. "Ripensiamo l'Università in termini fortemente innovativi" ha esortato, ma non all'insegna dell'improvvisazione dimostrata nella vicenda del Polo umanistico. Rotundo ha puntato il dito contro la guerra dei Comuni scoppiata intorno al Polo umanistico e risolta dai giudici amministrativi: "un fatto totalmente negativo". L'Università, ha avvertito, "è qualcosa su cui investire in maniera strategica". Rotundo è scappato, scusandosi, a causa di un altro impegno elettorale.

Wojtek Pankiewicz, candidato di centro, ha approfondito le dolenti note toccate dallo studente Lotti. Le residenze e le mense possono essere realizzate, ha osservato, coinvolgendo i privati. "Basta con lo sciacallagio ai danni degli studenti - ha esortato - , spolpati per dei modestissimi alloggi". La soluzione proposta da Pankiewicz sta nel gioco di squadra. "Lecce città universitaria - ha spiegato - è, come il Grande Salento, un traguardo. Ma finora al Comune è mancata l'idea di governance, che è concetto più ampio di quello di semplice governo: significa governare in quanto legittimati dal voto popolare, ma anche coinvolgere gli altri attori sociali". Il Comune deve insomma lavorare insieme all'Università, alla Camera di commercio, ai sindacati e agli ordini professionali. Il problema, secondo Pankiewicz, è culturale. Il candidato centrista ha riferito di confidare nel nuovo piano urbanistico per la creazione di biblioteche, impianti sportivi e luoghi di aggregazione giovanile. Se fosse sindaco, ha avvertito, concederebbe gratis l'edificio del "Principe Umberto": "che città universitaria realizzo se pretendo l'affitto di quel palazzo?" E ha proposto un patto di solidarietà: lo studente abita presso un anziano ma in cambio di piccoli servizi.


Salvatore Bianco, candidato sindaco della lista "Per Lecce e le Marine" , ha esortato i cittadini a conquistare gli spazi. "Quando ottenete poco dal sindaco e da un assessore allora dovete rivolgervi alle persone che non contano- ha invitato-. Come fa un sindaco che non ha una mentalità imprenditoriale a risolvere problemi logistici?". Bianco ha confidato di non poter mai essere sindaco di Lecce, ma chi lo sarà, ha avvertito, dovrà confrontarsi con la sua piccola lista. Poi si è scagliato contro il professor Francesco D'Andria, il direttore della Scuola di Archeologia dell'Università salentina: "Peccato che se n'andato prima che io prendessi la parola. Sarebbe dovuto intervenire per sospendere i lavori della metropolitana, che deturpano secoli di storia di Lecce, invece che nella mia proprietà, come quando ha fatto bloccare dalla Soprintendenza la costruzione di abitazioni per qualche reperto di cinquant'anni fa". Il riferimento alla vicenda della rischiata cementificazione intorno all'area archeologica di Rudiae. Insoddisfatto Lotti degli interventi dei tre aspiranti sindaci, non assegna neanche il 18 politico. "Macchè, meritano un 17 con possibilità di riparare".

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