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Usb all’attacco sul modello dipartimentale Asl: “Favoritismi dietro le scelte?”

Il sindacato contesta la proposta organizzativa della direzione generale e propone il potenziamento delle strutture, anziché la frammentazione in un numero "abnorme"

LECCE – Massima è l’attenzione dei sindacati nei confronti del modello di organizzazione dipartimentale della Asl di Lecce. Per il momento siamo nell’ambito della proposta, suscettibile di negoziazione e modifiche, ma le critiche continuano a piovere. L’organizzazione delle unità complesse e di quelle semplici a valenza dipartimentale ora è finita anche nel mirino dell’Unione sindacale di base che ha insinuato il dubbio che alle spalle vi possano essere “logiche di favoritismo”.

Il caso è stato segnalato al governatore della Regione Puglia, nonché assessore al ramo, Michele Emiliano, insieme agli altri vertici della sanità pugliese, per mezzo di una lettera che reca la data del 27 giugno.

Usb punta il dito, in particolare, contro la frammentazione delle unità in tante “scatole”, ritenuta una soluzione inefficace e impraticabile. “Perché nella proposta avanzata dalla Asl di Lecce – chiedono i referenti sindacali - non viene rilevata la necessità di adeguare le aziende sanitarie ai criteri organizzativi impartiti dal ministero e dalla Regione Puglia?”.

E, dulcis in fundo: “La proposta della direzione generale sembrerebbe la sommatoria di un numero abnorme di strutture create in alcuni casi ad personam, le cui finalità organizzative sfuggono”.

Usb ritiene che si dovrebbe procedere in una direzione diversa, ovvero potenziando i servizi e le strutture attraverso l’assunzione di personale sanitario di comparto e dirigenziale oppure migliorando le prestazioni del personale presente. La Asl, invece, preferirebbe “creare un numero spropositato di dipartimenti e strutture semplici, soprattutto dipartimentali”.

Perché e a quale fine? È questa la domanda essenziale posta da Usb che prosegue nella denuncia: “La moltiplicazione delle strutture, con lo stesso incarico ma con complessità molto diverse, indica chiaramente che la scelta della direzione strategica sia rivolta ad accontentare le ambizioni di pochi piuttosto che le finalità organizzative. Ancora una volta si favoriscono le carriere di alcuni dirigenti, piuttosto che incrementare le dotazioni organiche nelle strutture a più alta complessità e con carichi di lavoro oramai insostenibili”.

A monte di ogni possibile problema vi sarebbe, ancora una volta, la cronica carenza di personale che vanificherebbe le finalità del modello proposto. “Questo è il caso dell’istituzione di una radiologia interventistica e cardiovascolare, tenuto conto della carenza di personale da dividere con la neuroradiologia e le radiologie che presentano enormi difficoltà di personale” aggiunge Usb. Ma si potrebbe continuare.

“In realtà – spiegano loro - la questione di fondo è un’altra: la Adl di Lecce sconta non solo un deficit di risorse ma soprattutto un deficit di conoscenza e di organizzazione”.

Un giudizio severo sull’attuale management che, secondo i sindacalisti, dovrebbe operare per “semplificare l’assetto organizzativo, rendendolo più governabile e più chiaro; superare la frammentazione del livello operativo, rafforzando l’integrazione e non istituire strutture vuote, inutili, scarsamente produttive, che seguono esclusivamente logiche personalistiche”.

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