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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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Contro l’ipotesi di un’università islamica: “Rischio di una colonizzazione culturale”

Per il movimento "Valori e Rinnovamento" un centro accademico islamico potrebbe intaccare la storia e l'identità del territorio. L'associazione "Noi Lecce" pronta a fare le barricate e a coinvolgere nell'opposizione al progetto anche la Lega Nord

LECCE – Fortemente contrari all’ipotesi di una università islamica negli ampi spazi dell’ex Manifattura tabacchi di via Birago le associazioni “Valori e Rinnovamento” e “Noi Lecce”. I responsabili delle due sigle spiegano il perché.

Wojteck Pankiewicz, già consigliere comunale e presidente del movimento “Valori e Rinnovamento”.

Premesso che è davvero stucchevole, a proposito dell'eventuale istituzione a Lecce, della prima università islamica d'Europa,sentire continuamente parlare di tolleranza religiosa e di dialogo interculturale, cose che da noi in Italia, per fortuna, nessuno, dico nessuno, persone o partiti, mette più in discussione, vogliamo esprimere, senza ipocrisie e con chiarezza,il nostro parere contrario a tale iniziativa.

Ciò che preoccupa molto, in questo momento storico, noi di Valori e Rinnovamento  non è solo la pesantissima crisi economica, ma anche la crisi di valori, culturale ed identitaria che sta attraversando l'Italia. Le crisi economiche, nella loro drammaticità, colpiscono l'avere di un popolo, le crisi culturali, invece, hanno il potere di trasformare la natura più profonda di un popolo, la sua tradizione, la sua storia, cambiando di fatto il suo essere.

Il nostro quadro culturale e religioso rischierebbe di essere colonizzato e stravolto da una inculturazione islamica derivante dalla presenza di un tale tipo di Università, che potrebbe diventare un pericoloso e silenzioso grimaldello per intaccare la nostra storia e la nostra identità culturale.

Siamo contrari anche per i seguenti interrogativi ancora senza risposta :quale valore legale avrebbero le lauree (quali?) rilasciate da tale Università? In quali Stati verrebbero riconosciuti questi titoli di studio? Da dove  provengono ben 50 milioni di euro ? Chiediamo massima trasparenza.

Creare un’università-ghetto non rappresenterebbe un momento di autoesclusione della comunità islamica in controtendenza con la vocazione multiculturale del Salento?Sotto l'aspetto urbanistico, alla Manifattura, non è meglio realizzare una residenza universitaria con servizi vari e mensa, come già nel 2010 propose l'Università del Salento, anche tenendo conto che in questo campo la nostra è una città arretrata?

Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Spagnolo, dell’associazione Noi Lecce.

Si dibatte in questi giorni sulla possibilità di un insediamento di una università islamica nella città di Lecce, attraverso la conversione degli edifici dell’ex Deposito Tabacchi di via Birago ed il tutto attraverso l’investimento di circa 50 milioni di Euro di sedicenti finanziatori privati arabi con la collaborazione di Confime che rappresenta una confederazione di 500 imprese del Mediterraneo.

Ebbene, sarebbe opportuno a nostro avviso che gli amministratori di questa città prima di poter dare un parere positivo a questo progetto s’interrogassero se ciò rappresenta per davvero una priorità alla comunità leccese e chi si cela dietro i finanziamenti dello stesso.

Ci pare inopportuno in questo momento storico buttare benzina sul fuoco. Crediamo invece opportuno che le istituzioni debbano preservare le tradizioni e la cultura nostrane da troppo tempo ormai lacerate da un buonismo di facciata verso altri culti e religioni.

Alzeremo le barricate in tutti i modi contro questa opzione che sia chiaro sin da subito, coinvolgeremo anche esponenti politici a noi lontani per territorio (la Lega per capirci) se i rappresentanti di questo territorio presenti nelle sedi istituzionali non saranno in grado di farlo come già hanno dimostrato per i progetti di Tap e per le trivellazioni nelle nostre acque.         

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