Mercoledì, 29 Settembre 2021
Politica Gallipoli

Valtur vince al Tar. Coppola chiama tutti in Consiglio

Dopo l'ultima sentenza che potrebbe rimescolare la civica Grande Gallipoli chiama in causa i politici. Appello a Venneri: "Non possiamo continuare a far disegnare il futuro della città dai tribunali"

A lanciare l'allarme già all'inizio dell'estate appena trascorsa era stato anche l'assessore regionale all'Ambiente e all'Ecologia, Michele Losappio. Preoccupato del fatto, tutt'altro che trascurabile, che le leggi regionali per l'istituzione delle protezioni ambientali nei territori di Gallipoli, Ugento e Otranto, faticosamente portate a compimento, rischiavano, e rischiano tutt'ora, di essere messe in ginocchio, e quindi anche invalidate, dall'azione ricorrente dei privati. O meglio ancora dai pronunciamenti dei tribunali amministrativi avallati dal sigillo di legittimità della Corte Costituzionale. "Alcune delle aree protette del Salento" denunciava Losappio, "sono oggetto di giudizio alla Corte Costituzionale per iniziativa del Tar di Lecce, interessato dai ricorsi di finanziarie, società e studi di affari, intenzionati a smantellare le poche barriere ancora presenti a difesa dell'habitat e del territorio". In buona sostanza almeno tre dei cinque parchi regionali da poco istituiti rischiano di saltare per via "di numerosi interessi economici" che potrebbero spuntarla in barba a tutto il lavoro degli ambientalisti svolto in oltre vent'anni di battaglie a tutela del patrimonio naturalistico. Infatti le leggi regionali di istituzione del parco naturale di Gallipoli (isola di Sant'Andrea- litorale Punta Pizzo), del parco di Ugento e del parco Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase sono da tempo oggetto di impugnazione dinnanzi al Tar da parte di diversi ricorrenti, e al vaglio della Corte Costituzionale per quel che concerne tanto la perimetrazione, quanto le procedure attuative. "Ossia" denuncia l'assessore regionale "il cuore della legge stessa poiché, qualora la Corte decidesse di raddrizzare la perimetrazione e le procedure, o meglio cubature e modalità di edificazione, nulla più potrà ostacolare la costruzione di un villaggio turistico al centro di uno dei tre parchi. A Punta Pizzo, per fare un esempio, la Valtur potrebbe realizzare il sogno che coltiva da oltre un decennio".

Previsione quanto mai attualizzata alla luce della recente sentenza del Tar (resa nota dal legale Gianluigi Pellegrino) favorevole alla società delle vacanze che ha in buona sostanza rimescolato le carte dello "stralcio" e della nuova perimetrazione del parco naturale di Gallipoli ridisegnato dal Cur regionale nell'ambito della fase conclusiva di approvazione del Piano regolatore generale. I nuovi paletti previsti dal Comitato urbanistico regionale e poi parte integrante del Prg licenziato dalla Regione e della legge di istituzione del parco naturale, avevano di fatto escluso la previsione di realizzazione del villaggio Valtur nell'area di Lido Pizzo inserita tra quelle soggette a tutela e quindi inedificabili. La battaglia legale portata avanti dalla Valtur, forte già di altre due sentenze a favore, segna un altro punto con la recente sentenza del Tar che apre nuovi scenari in tema di pianificazione urbanistica del territorio gallipolino. Una situazione che richiama l'attenzione anche della classe politica cittadina che prendendo spunto da quest'ultima vicenda è chiamata a rivendicare la proprio funzione ispiratrice e regolativa dello sviluppo della città.

Almeno questo sembra essere il principio ispiratore della lettera aperta inviata dal capogruppo della civica Grande Gallipoli, Giuseppe Coppola, al sindaco della cittadina ionica Giuseppe Venneri. Missiva in cui lo stesso consigliere comunale chiama a raccolta l'assise cittadina rivendicandone le prerogative "di programmazione e governo del proprio territorio". In altre parole, non è più pensabile che "lo sviluppo e linee guide della città di Gallipoli continuino ad essere disegnate dai ricorsi e nelle aule dei tribunali amministrativi". Ecco il testo integrale della lettera aperta inviata da Giuseppe Coppola al sindaco Venneri: "Caro Sindaco, la recente sentenza del Tar Lecce in merito alla vicenda Valtur impone, a mio avviso, una riflessione seria e costruttiva da parte del Consiglio Comunale, su quello che dovrà essere lo sviluppo futuro della nostra città. Riflessione seria e costruttiva se, la politica, intende assolvere a quel ruolo importante di programmazione e governo del proprio territorio, senza abdicare invece ad altri organi, sia pure autorevoli dello Stato, ma che certamente non sono deputati a quel ruolo. Non si può continuare a mantenere quelle condizioni "ideali" che consentono al Tar o al Consiglio di Stato di emettere sentenze che, per l'importanza degli argomenti, di fatto, contribuiscono a disegnare un disordinato sviluppo della nostra Città. Tanto è già successo infatti (per fare qualche esempio concreto) a causa della mancata approvazione del 'Piano delle Coste' e così come anche per l'assenza di un adeguato strumento urbanistico 'Per l'occupazione del Suolo Pubblico', che ha consentito così al Tar o al Consiglio di Stato di determinare il rilascio di numerose concessioni demaniali come anche autorizzazioni per nuovi 'gazebi', vanificando di fatto le direttive politiche e regolamentari impartite dall'Amministrazione comunale.

"Ed ancora, analoga situazione si è verificata per la mancanza di un 'Piano regolatore Portuale' che ha altresì ingarbugliato il potenziamenti strutturale della ricettività turistica. E' utile ricordare che ad oggi, esiste ancora un contenzioso aperto tra il Comune e la 'Bleu Salento' e che, alla luce del fermento in atto nel settore, la mancata programmazione da parte del Consiglio Comunale, potrebbe far nascere ulteriori contenziosi con un doppio danno. Il primo, in termini di elevatissimi costi di difesa legale; il secondo, forse ancor più grave, di un ulteriore ritardo nello sviluppo della Città. E' necessario dunque accelerare i tempi per recuperare quel ritardo che potrebbe diventare incolmabile. Il Piano regolatore è ormai vecchio e non più capace di garantire sviluppo. Serve una nuova 'Idea di Città' in linea con le nuove e più moderne esigenze, capace di garantire sviluppo; serve dare certezza agli imprenditori desiderosi di investire a Gallipoli. Imprenditori che devono però programmare i propri investimenti all'interno di una 'Linea di Sviluppo' che il Consiglio Comunale, ha il dovere di tracciare".

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