Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Varata nuova giunta a Palazzo Carafa. Con 13 assessori

Non più 14 assessori, come ormai si dava per certo. E' l'esecutivo di metà mandato rimodellato dal sindaco di Lecce Perrone. Una piccola marcia indietro dopo che il Pd aveva detto di riccorrere al Tar

LECCE - Sarà composta da 13 assessori, e non 14 come ormai si dava per certo, la nuova giunta di metà mandato rimodellata dal sindaco di Lecce Paolo Perrone. E nella decisione di abbassare la soglia dell'esecutivo, avrebbe influito non poco l'avvertimento di ieri del centro sinistra, quello di ricorrere al Tar avvalendosi di quel che recita lo statuto comunale che pone il limite massimo degli assessori (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=21762). Resta allora fuori Roberto Martella, a cui sarebbero stati destinati i Servizi sociali.

Ed ecco come si compone la squadra di governo cittadino con i tre new entry: Severo Martini (ex "Io Sud", Urbanistica), Gaetamo Messuti (Pdl, Lavori Pubblici), Nunzia Brandi (Pdl, Sport) e Gigi Coclite ("La città", Sviluppo economico).

Per il resto ritroviamo come vice sindaco e assessore all'Ambiente Gianni Garrisi; Alfredo Pagliaro Igiene e sanità;Giuseppe Ripa Traffico e mobilità; Michele Giordano delega al Personale; Fiorino Greco Affari generali; Fulvio Lecciso Politiche educative. Massimo Alfarano continuerà ad occuparsi di Cultura, turismo e spettacolo, mentre per Attilio Monosi arriva la delega sul Bilancio. A Lucio Inguscio le Politiche abitative.

La giunta è stata presentata a Palazzo Carafa nella tarda mattinata di oggi dal sindaco Perrone. Presenti tutti e 13 gli assessori: "A chi dice che questo esecutivo costerà di più ai cittadini - ha detto il primo cittadino - voglio ricordare che la giunta di Poli Bortone era composta da 14 consiglieri e tutti a indennità piena. All'epoca le spese di Gabinetto per l'allora sindaco di Lecce, ammontavano a 439mila euro l'anno, contro 130mila euro che si spendono oggi. E poi - ha aggiunto Perrone - vorrei ricordare agli amici del Pd che sarebbe opportuno un confronto politico sulla questione e non nei tribunali. Ma se è così che hanno deciso, noi siamo pronti a ribattere a suon di carte bollate".

LE REAZIONI POLITICHE

Un fiume in piena il consigliere comunale del Centro moderato Wojtek Pankiewicz, che ha sperato fino all'ultimo nella chiamata del sindaco. Ma quando si è reso conto che non rientrava nei piani di Perrone, allora si è lasciato andare in una singolare interpretazione calcistica, colorando così la sua delusione: "Perrone come Lippi, meglio tornare alle urne. Dare qualità alla nazionale - scrive in una nota - chiesero in tanti accoratamente, ma inutilmente a Lippi, prima dei mondiali. Dare qualità alla giunta e rilanciare l'attività amministrativa, mai decollata in questa consiliatura, tanto da far parlare qualche commentatore di 'peggiore giunta della storia' e di 'peggiore giunta di tutti i tempi', è ciò che chiedeva la parte più responsabile del Pdl leccese, compreso lo stesso Paolo Perrone e che chiedevano, soprattutto, i cittadini leccesi stupiti per tanta inerzia e immobilismo".

"Ci si aspettava, quindi, che, per dare qualità alla sua squadra, il sindaco sostituisse alcuni assessori, rispettabilissimi sul piano umano e professionale, ma inefficienti e inconcludenti su quello amministrativo, tanto da non aver prodotto nulla in ben tre anni. Pensavo, perciò, che Perrone avrebbe inserito in giunta qualcuno pescando tra Martella, Liaci, Lanzilao, Pisanò, Carlà, Calogiuri, Ferrara, Lamosa, Borgia ed altri, tutte persone che già in passato, in varie occasioni, hanno dato dimostrazione di essere competenti, creative, incisive".

E aggiunge: "Invece, come Cassano, Balotelli, Miccoli, ecc. anche costoro sono rimasti a casa. A Lecce, come in Italia, se sei bravo, hai merito, talento, creatività, resti fuori . E' avvenuto che Perrone, ossessionato non certamente dal bene della città, ma solo e soltanto dal pensiero della sua ricandidatura, che non riesce in nessun modo a capire che dovrebbe essere il frutto di un consuntivo di buon governo, ha pensato solo a occupare delle caselle vuote, dimostrando ancora una volta che , come Lippi non aveva una visione, una strategia di gioco, così anche lui non possiede neppure una pallida idea di città, un modello, un progetto da realizzare".

"Quando il caso-Lecce approderà sulla scrivania di Berlusconi - conclude - perché lo farò approdare io, non sono per niente convinto che il candidato sindaco resterà Perrone. Che se così dovesse essere, il centrodestra, dopo aver perso Bari, Taranto ecc., perderà inevitabilmente anche il comune di Lecce. A un anno dalle elezioni politiche. Per tutto questo, meglio restituire la parola agli elettori e tornare alle urne".

Adriana Poli Bortone, coordinatrice regionale di "Io Sud": "Con quale coraggio oggi si parla di decenza nei confronti di altri amministratori che hanno rinunciato, come me, a stipendi e buona uscita con un risparmio di 800 mila euro per le casse comunali in 9 anni, quando Perrone e il suo partito non hanno mai rinunciato a nulla. A parlare è la senatrice Adriana Poli Bortone che ricorda, agli smemorati di oggi che la riduzione delle indennità fu proprio Forza Italia a non volerla, all'epoca della mia amministrazione. Tra l'altro vorrei ricordare all'attuale primo cittadino che, a differenza sua, non ho mai inciso sui costi del comune, poiché ho rinunciato per ben 9 anni ai 7. 400 euro che percepisce il sindaco. Per cui facendo un semplice calcolo, il risparmio è stato di quasi 800 mila euro. E ribadisco che ho rinunciato anche alla buona uscita. Quanto a consulenti, credo che Perrone non se ne faccia mancare di consulenti interni ed anche esterniI. La bocciatura del Tar d' altronde per le nomine relative al Pug all'università di Genova è già indice della disinvoltura con cui si è proceduto a nomine di professionisti e consulenti".


"Inoltre, sempre per cronaca vera dei fatti, ricordo che ad agosto di qualche anno fa, fui proprio io a chiedere il taglio del 10% degli stipendi dei politici partendo dai parlamentari e fu proprio (ancora una volta) FI a bocciare la proposta. Quanto alla mia interrogazione sui costi della politica, sottolineo che è stata presentata in quanto il governo degli "amici di Perrone" ha fatto passare con la fiducia una manovra finanziaria che penalizza famiglie, forze dell'ordine, agricoltori, mentre sarebbe più giusto che anche i politici facessero la loro parte veramente e seriamente. Tremonti, dovrebbe istruire un po' i suoi, da Perrone a Schittuli, che in barba alle direttive governative di tagli agli enti locali, aumentano stipendi e spese. Begli esempi di arroganza. Bell'esempio quello leccese (di Perrone) di arroganza da parte di chi punta il dito sugli altri e a dispetto della manovra del suo governo, si è poi precipitato a rinominare tutti quanti gli organi della Lupiae e della Sgm in numero superiore a quello consentito dalla manovra venendo meno nuovamente alla promessa di procedere alla nomina dell'amministratore unico della Lupiae, ma tanto siamo abituati alle mancate parole, lo dico intermini di critica politica, rientrano nel modo di fare e nel costume di Perrone".

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