Veleni e denunce, lo scontro Piccinno-Gallipoli Futura finisce in tribunale

Dopo la mozione ritirata oggi e il comunicato, poi rettificato, per chiedere le dimissioni, l'assessore si muove con le vie legali

GALLIPOLI – La lunga settimana dei veleni e delle accuse sulle inchieste in corso e la questione morale all’ombra di Palazzo Balsamo avrà un ulteriore strascico in tribunale. Dopo la mozione, che non sarà discussa più in consiglio comunale venerdì prossimo in quanto ritirata questa mattina dal proponente, e il comunicato, poi rettificato di Gallipoli Futura (nella parte che attribuiva erroneamente il reato di associazione di stampo mafioso al componente della giunta Minerva), per chiedere le dimissioni, l’assessore comunale Emanuele Piccinno ha presento una denuncia-querela in procura sulla vicenda e contro il consigliere Giuseppe Cataldi e il presidente dell’associazione Luigi De Tommasi.

Nonostante la puntuale rettifica diffusa con un comunicato congiunto, a firma del capogruppo e del presidente di Gallipoli Futura, e l’annuncio dell’auto emendamento della mozione presentata in consiglio proprio nella parte che riguardava l’errato capo di imputazione incautamente attribuito, l’assessore comunale dell’Udc, tramite il suo legale, Ladislao Massari, ha inteso difendere la propria immagine nelle sedi competenti. Veleni e querelle restano dunque latenti, così come la questione morale, per ora rinviata in consiglio dopo il ritiro della mozione, e con la volontà dichiarata anche dell’assessore Piccinno di rimanere per ora al suo posto e andare avanti nel suo mandato, lavorando per la città, lasciando fare al lavoro della magistratura il suo corso per fare chiarezza e per decidere in merito alle inchieste in corso e anche sulla denuncia presentata.            

E’ lo stesso assessore comunale, con una sua nota, a comunicare la presentazione della denuncia contro Gallipoli Futura. “Ho ritenuto doveroso, in seguito alla mozione consiliare a firma del consigliere Cataldi e al comunicato del presidente di Gallipoli Futura, De Tommasi, con i quali viene chiesta la mia rimozione dall’incarico di assessore” scrive Piccinno, “essendomi attribuiti reati gravissimi, tra cui quello di associazione a delinquere di stampo mafioso previsto dall’art. 416 bis c.p., rispondere con fermezza e determinazione che la circostanza richiede. Per tanto, tramite il mio legale di fiducia, Ladislao Massari, ho presentato nella giornata di ieri all’Autorità giudiziaria una denuncia e querela nei confronti dei soggetti suddetti in ordine al reato di diffamazione e a tutti quei reati che la stessa Autorità dovesse ravvisare nei fatti esposti”.

Lo scontro politico gallipolino travalica quindi i confini dell’aula consiliare e di palazzo di città e giunge mestamente nelle aule giudiziarie per eventuali risvolti penali e civili. E non poteva essere diversamente secondo l’assessore Piccinno dopo gli ultimi accadimenti e le esternazioni del gruppo di opposizione. Il ritiro della mozione formalizzata dal consigliere Giuseppe Cataldi, al momento, non cambia le sorti delle decisioni assunte dall’assessore. “La difesa della mia onorabilità, della mia famiglia e dell’Istituzione di cui faccio parte è un atto al quale non ho inteso sottrarmi, poiché non ci sono valori negoziabili” scrive ancora Piccinno, “iniziative infamanti per annientare un avversario politico, legittimamente eletto per volontà popolare per rappresentare i cittadine nell’assise comunale, non possono trovare giustificazione, né possono essere tollerate per alcuna ragione, dato il rischio di violazione delle regole previste dal nostro sistema democratico".

"Mai avrei immaginato tale inqualificabile comportamento nei miei confronti da parte di un consigliere comunale e dell’associazione di Gallipoli Futura, evidentemente ancora livorosi per la sconfitta elettorale patita. Il partito dell’Udc, cui mi onoro di appartenere” aggiunge l’assessore di Minerva, “mi ha insegnato che la politica deve essere intesa come servizio, rispettosa delle altrui opinioni e posizioni, come difesa delle istituzioni e giammai come prevaricazione e abuso. Il danno d’immagine provocato dall’agire del consigliere e del presidente di Gallipoli Futura, certamente ha colpito la mia persona, ma soprattutto la nostra Istituzione e l’immagine della nostra Gallipoli. La denuncia-querela da me presentata” conclude Piccinno, “pur sapendo che sarà argomento di diffusione di comunicati, non cancellerà quanto verificatosi, se non quando l’Autorità giudiziaria farà chiarezza e deciderà in merito”.

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